Inceneritori sì, ma solo per bruciare i “nostri” rifiuti. E’ il senso di quello che hanno scritto i rappresentanti dei territori di Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini in un documento inviato ai ministri competenti e alla Regione Emilia-Romagna in seguito all’approvazione del “collegato ambiente” alla Legge di stabilità da parte del Consiglio dei Ministri. In particolare, gli assessori all’Ambiente dei Comuni citati ritengono improponibile una programmazione che preveda flussi di rifiuti sovraregionali.
“Il rapporto di stretta collaborazione che si è venuto a creare in sede Anci tra i rappresentanti dei Comuni in Regione – sottolinea l’assessore parmigiano all’Ambiente Gabriele Folli – è andato oltre alle differenze di partito e si è focalizzato sugli obiettivi comuni. Per il nostro territorio la proposta del ministro sarebbe deleteria perché porterebbe ad ingessare gli impianti di incenerimento per decine di anni ancora proprio mentre si sta avviando una proficua discussione che va verso il progressivo spegnimento”.
Nella lettera inviata ai ministri all’Ambiente Andrea Orlando, allo Sviluppo economico Flavio Zanonato, al presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani e all’assessore regionale Gian Carlo Muzzarelli si legge infatti che “in Emilia-Romagna è in corso una radicale trasformazione dal modello della autosufficienza provinciale al modello regionale. Il modello provinciale ha creato una dotazione impiantistica per lo smaltimento dei rifiuti, sia attraverso discariche che inceneritori. Una dotazione che è apparentemente sovradimensionata, poiché le politiche di riduzione rifiuti e di sostegno alla raccolta differenziata hanno ridotto le quantità di rifiuti avviati a smaltimento e poiché il perimetro sovra provinciale consente economie di scala”.
Motivo, secondo i Comuni coinvolti, per non accettare mai e in nessun caso rifiuti da fuori. In proposito, si citano anche alcuni dati di un rapporto dell’Arpa secondo il quale “dal 2009 al 2012 i rifiuti totali avviati a smaltimento si sono ridotti di oltre il 15%, lo smaltimento in discarica si è ridotto di oltre il 30%, il trattamento con inceneritori è aumentato del 15%. Nello stesso periodo la produzione di rifiuti è passata da 698 kg/abitante del 2010 a 647 kg/abitante nel 2012, una riduzione superiore al 7%. Gli otto impianti di incenerimento presenti hanno una capacità di trattamento di rifiuti urbani superiore a 830.000 tonnellate e complessiva superiore a 1.100.000 tonnellate”.