Grandine, acquazzoni e caldo, la Primavera se ne va

Firenze – Se le previsioni registrano il crollo dell’anticiclone delle Azzorre nei prossimi giorni con l’arrivo, oltre che di bombe d’acqua, anche delle temute grandinate, la Primavera che si accomiata assomma alcuni record sintomatici del cambiamento climatico che stiamo vivendo.

Intanto, come registra la Coldiretti, è stata la quarta più calda primavera che dall’800 si è succeduta sul territorio italiano, con una temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani superiore di 0,77 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. In compenso  la piovosità è stata del 21% in più rispetto alla media. A questo si è aggiunta una serie di eventi estremi che hanno provocato gravi danni all’agricoltura, in particolare al Sud, per una stima generale di danni pari a mezzo miliardo per l’intera Penisola.

IMG-20180618-WA0002Fra gli eventi più temuti per i danni irreversibili che comporta, c’è la grandine. Gli acquazzoni aggravano i danni con smottamenti, frane ed esondazioni su un territorio più fragile dove, come riferisce la Coldiretti, “sono 7145 i comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, l’88,3% del totale. Un risultato provocato da un modello di sviluppo sbagliato che negli ultimi 25 anni – conclude la Coldiretti – ha ridotto a meno di 13 milioni di ettari le aree agricole a vantaggio dell’abbandono e della cementificazione”.

Foto: Casarano (Puglia) da un lettore di Stamp

 

 

 

 

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