Global Strike contro la crisi climatica, a Firenze in migliaia, speranza e rabbia

Firenze – Global Strike, Fridays for Future torna in piazza e ci torna con piglio deciso, rabbia, conviznione, determinazione: in migliaia e migliaia, i ragazzi si riversano nelle piazze delle città italiane con cartelloni slogan speranze e rabbia. A Firenze, partenza da piazza Santissima Annunziata e sono già in oltre duemila, salvo poi crescere come un’onda in piena man mano che il serpentone si sposta attraversando il centro per raggiungere piazza del Carmine. La maggioranza del corteo è composta da giovanissimi, il messaggio è chiaro ed è gridato in coro, diventa slogan: “Come mai i soldi per l’ambiente non ci sono mai?”. Si canta Bella ciao, si chiede di “sopprimere il sessismo, non il pianeta”, si ironizza “life in plastic is not fantastic”, si chiede “voglio un futuro per i miei figli”.

Anche la sordità della politica, la sua impermeabilità al problema è messo sotto accusa, come sottolinea una giovanissima ambientalista, Zoe Tartaro, che dice: “Ancora una volta le risposte dalla politica non arrivano, ma noi torneremo in piazza fino a quando non ci ascolteranno”. E bisogna che le risposte arrivino presto, prestissimo, perché la “crisi climatica è adesso”.

Se questo è lo stato d’animo fra i ragazzi (età media sotto i vent’anni) che assiepano le piazze, una riflessione giunge da Massimo Lensi, Progetto Firenze, una delle molte associazioni presenti oggi in piazza: “Questi ragazzi sono il futuro – commenta – in quanto sono gli unici ad aver compreso pienamente che il cambiamento climatico è il principale, vero, unico problema globale, che si risolve anche attivando gli strumenti di diritto internazionale per richiedere procedimenti urgenti di giustizia”.

Giustizia climatica è infatti l’asse portante della giornata, che ha visto migliaia di manifestanti in tutto il mondo, dall’Africa, all’Asia all’Europa. Nel mezzo della folla che intreccia fiori, canta e colora cartelli e slogan, ci sono svariate sigle, oltre a Progetto Firenze, come Cgil e il Collettivo di Fabbrica della Gkn, e i temi si tingono di sociale, mentre un grande striscione bianco vergato di rosso, sorretto da altri ragazzi del “Fronte della gioventù comunista”, ricorda Giuliano De Seta, lo studente morto in costanza di scuola-lavoro, e le parole sono solo due: “BASTA STrAGE”.

Il futuro? Forse la sintesi migliore è in un cartellone, ancora una volta, inalberato come una dichiarazione di principio indiscutibile, attorno a cui la folla canta e scorre: “Ambiente, scuola, lavoro. Da zero a cento vogliamo tutto”.

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