
Più che un divorzio all’italiana, la soluzione sentimentale avrebbe l’epilogo di una separazione consensuale, della serie “c’eravamo tanto amati” ma ormai la convivenza sotto uno stesso tetto, quello di casa Pd, apparirebbe impossibile. La data della separazione sarebbe quella già fissata al Tribunale delle cause perse, il 20 ottobre, ultimo dei tre giorni della Leopolda, la scuola renziana che in questi anni ha sfornato tanti virgulti poi sbocciati nei campi fioriti della politica.
Nonostante il Ministro Franceschini faccia di continuo gli onori di casa ribadendo ai renziani che Casa Dem sia la loro, l’affronto vero o presunto dell’esclusione dalla raffica dei sottosegretari di elementi afferenti al Pd toscano, ovvero il più forte d’Italia, quindi di fatto al Giglio renziano, sarebbe stato troppo sfacciato. E le due ministre renziane già nella compagine giallorossa o Pdstellata, la Bellanova e la Bonetti, non possono bastare.
Si apre il toto-diaspora…