Gender: l’ottusità dei politici cattolici

il-genderCondanno pesantemente chi strumentalmente alimenta confusione e, su temi così complessi e delicati, inscena campagne basate sulla estremizzazione, falsificazione e mistificazione.
Critico nello specifico, mettendoli di fronte alle loro responsabilità, chi ha voluto montare ad arte una polemica, fomentando timori e pregiudizi, sui percorsi di Educazione all’affettività nelle scuole: sto parlando di organizzazioni e realtà importanti (da cui ci si aspetterebbe attenzione e serietà diverse) come Associazione Provita e Azione Cattolica, che, attraverso video e riviste, hanno voluto strumentalmente propinare come verità delle incredibili falsità.
Hanno apertamente insinuato che nelle scuole, attraverso i percorsi di Educazione all’affettività, si voglia convincere i nostri figli a considerare uomini e donne come soggetti “indifferenziati”, confondendo i termini “uguaglianza” e “identità”, come se assegnare uguale considerazione a donne e uomini significasse renderli indistinti.
Il tema è ovviamente ben altro, non è il “sesso” maschile o femminile – insieme delle caratteristiche biologiche e genetiche che distinguono i maschi dalle femmine – che nessuno vuole negare o mettere in discussione, bensì il tema sono “i ruoli di genere” – gli elementi dipendenti dalla cultura, dall’educazione e dal contesto sociale che definiscono i comportamenti associati o “consoni” a uomini e donne e che spesso costruiscono stereotipi.
Insegnando e affermando che due persone sono “uguali” non si sta dicendo che sono “identiche”, ma che a prescindere dalla differenze fisiche o specifiche che le definiscono, hanno pari dignità, quindi devono poter avere pari diritti politici, sociali ed economici.
Allora invito i cattolici e i politici cattolici ad informarsi e documentarsi bene prima di chiudersi in traduzioni ottuse e prive di fondamento. Ascoltando magari figure, dentro alla Chiesa, che affrontano il tema nel modo corretto, come alcuni preti o responsabili diocesani che hanno invitato i loro fedeli ad approcciarsi “a queste tematiche, superando posizioni preconcette e barricate ideologiche, educando le coscienze e aprendo l’intelligenza alla comprensione della realtà”.
Non dimentichiamo mai che lo Stato deve imporsi di essere laico e che deve legiferare tenendo distanti religione e preconcetti. Perché altrimenti si rischia una deriva pericolosa: politica e religione devono percorrere binari paralleli, l’attualità insegna.
E in ultimo in merito sempre ai Diritti Civili, visto che il nostro Governo sta affrontando la discussione sulla Legge delle Unioni Civili, chiedo ai nostri politici di smetterla, per favore – per rispetto del loro ruolo e della loro e nostra intelligenza – di voler sostenere che l’orientamento sessuale possa determinare la capacità o meno di essere un buon compagno/compagna o di occuparsi dei figli.

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