Parigi – I prossimi anni saranno profondamente marcati da progressi esponenziali dell’intelligenza artificiale, con macchine che saranno in grado di realizzare missioni a forte valore aggiunto, finora appannaggio degli essere umani: ne è convinto Charles Edouard Bouée, uno dei massimi esperti europei di consulenza strategia, autore del libro “Confucius et les Automates (ed. Grasset).
Se finora i compiti affidati a robot e automi industriali erano relegati a lavori ripetitivi, dannosi o stancanti per l’uomo “progressivamente l’intelligenza artificiale investirà funzioni che richiedono riflessione, una quantità di conoscenze, il trattamento di valanghe di dati che porteranno a forme di decisione” ha dichiarato al quotidiano “La Tribune” .
“Non saranno tecnologie come le altre” ma “cambieranno il mondo come noi lo conosciamo” con macchine intelligenti che “entreranno sempre di più nella nostra vita quotidiana “. Secondo Bouée, che attualmente dirige uno dei più importanti studi di consulenza strategica in Europa, il tedesco Roland Berger, si arriverà non solo a robot capaci di interagire con gli umani ma anche a macchine che, nelle aziende, potranno assistere in meccanismi decisionali complessi l’intelligenza umana e talvolta addirittura talvolta sostituirla.
L’esperto francese non sembra preoccupato del rischio che le macchine possano prendere un giorno il potere sull’uomo o possano sfuggirne al controllo, con addirittura dei robot guerrieri che agiscano di loro iniziativa, come teme qualcuno. “Si tratta di rischi potenziali , ma penso che l’intelligenza umana li possa tenere sotto controllo”. Dello stesso parere sembra Yann Le Cun, “star” d’oltralpe dell’intelligenza artificiale che ritiene “molto improbabile” che le macchine possano prendere il sopravvento sull’umanità. Nella sua lezione inaugurale al Collège de France , dove è stato chiamato per la cattedra d’informatica, ha voluto rassicurare ricordando che allo stadio attuale le macchine più potenti lo sono un milione di volte in meno di un cervello umano.
Per Bouée comunque sarà necessario “uno statuto giuridico” internazionale per regolamentare la “libertà delle macchine” in modo che “non minaccino le basi delle nostre organizzazioni politiche, economiche e sociali”. Non bisogna infine sottovalutare l’impatto economico dello sviluppo dell’intelligenza artificiale: secondo uno studio fatto dalla Roland Bergé per la federazione delle industrie tedesche, massicci investimenti nella trasformazione digitale potrebbero aumentare il valore aggiunto dell’industria europea di 1250 miliardi di euro entro il 2025.
Se l’Europa invece non dovesse rispondere a questa sfida, come già stanno facendo americani e giapponesi, l’UE potrebbe perdere 605 miliardi di valore aggiunto e ridurre del 10% la sua base industriale.