Fumata nera quaterPd brucia-candidati: trombato anche Prodi

Può fare le valige con calma il Professore e godersi ancora per qualche giorno il sole africano. Anche Romano Prodi è stato impallinato sulla via dei Quirinale dai franchi tiratori e dai veti incrociati. Il risultato uscito dal quarto scrutinio a Montecitorio è clamoroso: Prodi si è fermato a 395 voti, 100 in meno di quelli necessari. Meglio di lui ha fatto Franco Marini, il candidato del grandi inciucio. Peggio di così non poteva andare per il Pd e Bersani. Il partito è nel caos, l’alleanza con Sel in pezzi, gli avversari alle porte pronti a ballare sui cadaveri. A cominciare dal Cavaliere che guadagna centimetri a ogni batosta del Partito democratico senza bisogno di ricorrere ai tacchi.

Se non è ancora la fine della Seconda Repubblica – anche se i vecchi democristiani ancora in servizio cominiciano a scarseggiare – è l’epilogo di un progetto politico. Il partito semplicemente non c’è più. La fine è tragica in senso letterario, è scritta nel volto stanco e accigliato di Bersani. Vincono il nemico di sempre, dato per morto quando in realtà stava solo dormendo. E ha vinto l'”antipolitica”, come la sinistra si è ostinata a etichettare il fenomeno-Grillo. Ma l’antipolitica non esiste: esistono solo la buona e la cattiva politica.

Troveranno un accordo. Ma una storia è finita per sempre. E non è detto che sia un male

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