Fuga senza fine

Con l'aiuto di un polacco diventato siberiano riuscì a fuggire. Nel triste, remoto, solitario casolare del polacco, ai margini della taiga, l'ufficiale rimase fino alla primavera del 1919.
Dal polacco capitava gente che viveva della foresta, cacciatori d'orsi e mercanti di pellicce. Tunda poteva sentirsi al sicuro. Nessuno lo conosceva. Figlio di un maggiore austriaco e di un'ebrea polacca, era nato in una piccola città della Galizia sede della guarnigione di suo padre. Parlava polacco, avendo prestato servizio in un reggimento galiziano. Gli riuscì facile farsi passare per un fratello minore del polacco. Questi si chiamava Baranowicz. Anche Tunda si chiamò così.
(Traduzione: Maria Grazia Mannucci)

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