Forestali in rivolta contro la soppressione del Corpo

Firenze – Doveva essere la giornata della celebrazione del patrono del Corpo Forestale dello Stato, San Giovanni Gualberto.  La cerimonia, a Vallombrosa, c’è stata, ma è successo anche altro, prima del suo svolgimento ufficiale. Una vera e propria sequenza di momenti di tensione che hanno messo in evidenza come la decisione di sopprimere e militarizzare uno dei corpi dello Stato più importanti per la  salvaguardia del territorio nazionale (si pensi solo alla lotta e al perseguimento degli incendi boschivi, di cui proprio ieri è stato fatto il bilancio regionale) sia in effetti subito obtorto collo  dagli operatori.

E’ stata la presenza del capo dei forestali, Cesare Patrone, a essere contestata da un movimentato  sit-in dei sindacati di categoria Sapaf, Ugl Cfs, Cgil Cfs e Dirfor,  che contestano da tempo il piano di soppressione e militarizzazione del Corpo previsto dalla riforma Madia. A sottolineare la protesta, è stato messo in campo anche un carro funebre con tanto di bara, trasparente rinvio alla fine ormai prossima (questione di mesi, se la riforma Madia non verrà rivista) del Corpo, che è da sempre in prima linea anche nella lotta ai reati ambientali e alle agromafie. Sono stati i carabinieri  che vigilavano sul corretto andamento della cerimonia, secondo quanto dichiarato dai sindacati, a impedire l’avvicinamento del carro funebre al luogo della cerimonia. Slogan e fischi si sono levati contro Patrone al passaggio dell’auto blindata che trasportava vertice del Copro Forestale.

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