Firenze – Diciotto pagine di grafici, che testimoniano, in nero, giallo, rosso, arancione, come si è mossa la mappa dei fatti criminali di strada, da fonti aperte, che si sono verificati a Firenze nel primo trimestre dell’anno. Una mappa confrontata con lo stesso periodo dello scorso anno, come è ormai appuntamento fisso per la Fondazione Caponnetto, che tiene sotto controllo e analizza i dati, per avere un monitoraggio costante della situazione. “Elemento importante – commenta Salvatore Calleri, presidente della Fondazione – perché registrare immediatamente gli spostamenti, i cambi, l’immobilismo quando avviene, è fondamentale per sviluppare un occhio allenato sul territorio, individuando immediatamente le tendenze in atto. Un lavoro di analisi che ci ha portato anche ad anticipare in tempi non sospetti alcune dinamiche sviluppatesi poi in seguito”.
Un presidio dunque, che coglie il mutare del panorama criminale fiorentino in particolare nella microcriminalità, nei reati “di strada”, ma che in realtà, come ha spiegato più volte il presidente della Fondazione, “sono piccoli segnali che spesso registrano l’eco di affari che si svolgono non per strada o fra bande, ma in ambienti molto diversi, non per questo meno pericolosi”. Insomma, si tratta di ascoltare la voce del territorio.
E dal territorio, spiega Calleri, emergono luci e ombre. “A Firenze negli ultimi tre mesi sono oltre duecento i crimini di strada, considerando il periodo da gennaio a marzo 2026. Per la prima volta, il confronto del trimestre 2026 preso in considerazione, con lo stesso del 2025, presenta un leggero calo dei dati, dovuto al calo delle spaccate (sia di negozi che di auto, ndr)”.
Buona notizia comunque, anche se “le spaccate non sono calate in modo significativo nel Quartiere 1, che mantiene le sue ben note criticità. Miglioramenti in vece in tutti gli altri quartieri, anche se c’è la spessa ombra dell’omicidio nel Q5. Gli omicidi – continua Calleri – sono la grande differenza con il primo trimestre del 2025. L’omicidio del Q5 preoccupa , insieme all’altro grande problema, ovvero la sperata tendenza al calo delle aggressioni e degli accoltellamenti”. Un calo che non c’è, che anzi rivela che il perdurare di questi eventi criminosi rivela la persistenza della criminalità delle gang, che sono circa una decina per quartiere”. Il vero punto d’allarme, in sintesi, è proprio la criminalità spicciola delle bande. “Si tratta di una tipologia molto diversificata – conclude Calleri – si passa dal gruppetto di piccoli balordi, alle bande più strutturate, alle pandillas, a sodalizi con connessioni ancora più inquietanti. Tirando e fila, il persistere di aggressioni, accoltellamenti e altri episodi di violenza, testimonia che le gang non sono affatto in fase discendente. E questo, a nostro parere, è uno dei punti su cui tenere accesi i riflettori”.
Ed ecco alcuni numeri registrati dalla Fondazione: il Q1, ovvero il centro storico rimane l’area con più episodi di criminalità di strada, 149 episodi negli ultimi tre mesi, seguito a distanza dal Quartiere 4 Isolotto-Legnaia, con 32 episodi. Terzo arriva il Quartiere 5 di Rifredi con 20 episodi (ma con un omicidio) e a, a seguire, il Quartiere 2 di Campo di Marte con 8 episodi. Chiude la classifica il Quartiere 3 Galluzzo-Gavinana con una segnalazione.