Follonica – Un acceso diverbio, ieri mattina, è divampato fra due bagnanti e un gruppo di “venditori da spiaggia” nel tratto di costa libera di Follonica, al limitare del bagnasciuga, in quella che è la fascia preferita di chi vuole prendere il sole restando a poca distanza dall’acqua. Ma che è anche, come testimoniano molti bagnanti, la zona in cui più volentieri i venditori stazionano per mettere in mostra le proprie mercanzie. Due interessi che sono andati a contrapporsi ieri mattina, quando due donne sono state invitate da un venditore a togliersi dalla riva del mare per permettere a lui di “lavorare”. Un invito un po’ troppo caloroso, che ha fatto saltare la mosca al naso alle due donne, che hanno cominciato a far notare all’ambulante che se è vero che la spiaggia è di tutti, è anche loro, e dunque era lui a doversi spostare.
Di malumore, tuttavia, le due hanno spostato le proprie cose. Ma la scena era stata vista da alcuni bagnanti, che avevano cominciato ad esprimersi contro gli ambulanti, dando sfogo a un diffuso malcontento, dovuto in buona sostanza al fatto che, essendo molti, tolgono spazio ai bagnanti stessi. Qualcuno ha anche telefonato alla Guardia Costiera, che è intervenuta mandando due uomini. A quel punto, una delle donne a chiesto loro di approfondire i controlli. Ma l cosa non è passata inosservata dai venditori della spiaggia, che hanno fatto circolo alzando la voce contro la donna. A que punto, con la situazione tesa, la donna è stata fatta allontanare.
“Mi puntavano il dito addosso – racconta la bagnante – e mi chiamavano razzista. Ma non è razzismo: non mi sono sentita tutelata dallo Stato. La questione è grave per due motivi: il primo, che se è vero che la spiaggia è di tutti, non esiste che si venga quasi alle mani per un posto vicino al bagnasciuga. Non si tratta di razzismo: se ci sono dei diritti, devono valere per tutti, non solo per una parte. E’ razzismo chiedere che ogni cittadino venga tutelato allo stesso modo? … Loro possono vendere? Pagano il suolo pubblico? Hanno il permesso di stazionare dove gli pare? “.
“Il secondo motivo – continua la donna – è che non mi sono sentita tutelata dallo Stato. Per questo ho chiesto alla guardie cosa stavano facendo. Ho parlato con loro, quando erano sulla spiaggia e sono stata aggredita dagli ambulanti. Morale della storia, non voglio essere costretta ad andare al mare solo in un bagno privato, a 20 euro al giorno. Credo che sia mio diritto starmene in pace, nella spiaggia libera, mettendomi vicino al mare, senza pagare un euro. O no? O per qualcuno il mio diritto vale di meno di quello di qualcun altro, magari abusivo?…”. Le donne fanno sapere che non sporgeranno denuncia, come in un primo tempo sembrava. “Al di là del fatto, è la questione di principio che interessa – conclude una delle due – non ho chiuso occhi per tutta la notte, su questa vicenda. Perché il vero problema è: chi tutela lo Stato? Dovrebbe tutelare entrambe le parti. Invece, qui, mi sembra che diritti e tutele siano da una parte sola. E non è la mia”.