Camera con vista… Parma. Nasce il nuovo Ente camerale con sede “secondaria” a Reggio

Nasce ufficialemente il nuovo Ente camerale coi cugini d’oltr’Enza. Reggio resterà ma solo come “sede secondaria”
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La riforma delle Camere di Commercio entra nel vivo: un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico dello scorso 8 agosto ufficializza la nascita della nuova camera accorpata di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, che avrà come nome quello di “Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura dell’Emilia”.

La sede legale sarà a Parma in via Verdi 2, mentre le sedi secondarie saranno a Reggio in piazza della Vittoria 3 (sede attuale dell’ente reggiano) e a Piacenza in piazza Cavalli 35. Il decreto dispone anche la nomina del commissario ad acta dell’ente, che gestirà la transizione verso la nascita della nuova camera su tre province: si tratta del dottor Michelangelo Dalla Riva, già segretario generale della Camera di commercio di Reggio Emilia.
Cosa succederà da qui in avanti?

A spiegarlo è l’articolo 4 dello stesso decreto. “Le eventuali procedure di rinnovo dei rispettivi Consigli sono interrotte a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto o comunque non sono avviate dopo tale data e i relativi organi delle medesime camere continuano ad esercitare tutte le loro funzioni fino al giorno dell’insediamento del consiglio della nuova Camera di commercio”. Quale dunque il ruolo dei commissari ad acta? Come si legge nel decreto del Mise, hanno il compito di “avviare le procedure di costituzione del consiglio delle relative nuove Camere di commercio e svolgere tutte le azioni propedeutiche necessarie alla costituzione delle medesime”.

I commissari sono inoltre “tenuti ad avviare le procedure per la costituzione del consiglio delle nuove Camere di commercio (…) entro 120 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, pena la decadenza dall’incarico e la nomina di altro commissario ad acta con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza Stato Regioni”. Infine, ai commissari ad acta non spetta (…) alcun compenso per l’espletamento dell’incarico”, ma “è riconosciuto il rimborso delle spese sostenute per lo svolgimento dell’incarico”.

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