Firenze – Domenica 21 si terrà a Firenze, a Piazzale Michelangelo, la manifestazione “Facciamo insieme un passo per la pace “ dalle 11 alle 16 . Abbiamo chiesto ad Alfredo Cucciniello Componente della Segreteria Nazionale di coordinamento della Rete della Pace (e membro della Presidenza nazionale Acli) , scopi e programmi di un evento che non che non vuol essere una denuncia generica ma un impegno a lavorare per cambiare le politiche responsabili della proliferazione delle guerre..
Cucciniello: L’obiettivo di questa manifestazione è proprio il superamento di una generica e sterile denuncia della realtà; non è più tempo di registrare gli effetti, di urlare il proprio dolore e la rabbia per il proliferare delle guerre, per i massacri, le vittime innocenti, le ingiustizie, i fondamentalismi; ormai è tempo di sradicare, come diciamo nel nostro appello, le ragioni e le cause della violenza, dagli scenari di guerra alle pareti di casa nostra; limitarsi agli appelli e non agire per un cambiamento radicale non ci rende molto diversi da coloro che praticano la violenza; al punto in cui siamo, non sono più ammessi indifferenza, viltà, cinismo, rassegnazione.
Chi sono i promotori?
Cucciniello: Sono quattro Reti che raggruppano decine e decine di Associazioni grandi e piccole e Comitati impegnati a costruire la pace: Rete della Pace (tra le altre, Acli e US Acli,Agesci,Arci,Archivio Disarmo, Auser, Cgil, Focsiv, MIR, Assopace Palestina, Legambiente, Ipsia, la Rete degli Studenti Medi, Rete della Conoscenza, l’Unione degli Universitari, la Uisp), Controllarmi-Rete Italiana per il disarmo (con Acli,Archivio disarmo, Arci, Obiettori nonviolenti, Comunità Papa Giovanni XXIII, Beati i costruttori di pace, Fim Cisl, Fiom, Fondazione culturale Responsabilità Etica, Gruppo Abele, Libera, Pax Christi, Un ponte per… , WWF e altri), la Campagna Sbilanciamoci e il Tavolo Interventi Civili di Pace. A questeorganizzazioni se ne sono unite tantissime che magari operano soltanto a livello territoriale con decine e decine di adesioni. Mi preme sottolineare che queste Reti sono quelle che il 25 aprile scorso hanno promosso una grande Arena di Pace che ha raggruppato oltre ventimila persone per l’appunto all’Arena di Verona.
Firenze è per molti versi una città simbolo…
Cucciniello: Certamente, Firenze è una città simbolo dell’anelito alla pace; è la città che ebbe come Sindaco Giorgio La Pira, tra l’altro primo presidente provinciale delle Acli, di cui tutti conoscono l’impegno e la caparbietà nel ricercare e favorire il dialogo, anche a rischio della propria vita con i viaggi in terre di conflitto; questa è la terra di Don Milani e Padre Balducci; questa città, inoltre, è stata e sarà teatro di iniziative, anche quelle realizzate in rete, penso a Terra Futura e a Novo Modo, dove si parla di nuova economia, di sostenibilità, di beni comuni, di produzione e lavoro, di finanza etica, di nuovi modelli di sviluppo, che sono tutti elementi di nuovi stili di vita da affermare e valorizzare per superare a livello globale le disuguaglianze e le ingiustizie e riscrivere le regole della convivenza pacifica…
Ci saranno anche proposte concrete?
Cucciniello: Abbiamo proposte molto concrete; l’appello con il quale abbiamo convocato questa grande adunata di persone di buona volontà è accompagnato da una serie di azioni che proponiamo: una Campagna per la difesa civile non armata e nonviolenta per l’istituzione di un apposito Dipartimento con una raccolta di firma che partirà il prossimo 2 ottobre; l’organizzazione degli Interventi Civili di Pace nelle zone di conflitto, tramite corpi di volontari e operatori professionali, valorizzando le esperienze che la società civile italiana ha maturato negli anni 90 nei Balcani e in Medioriente e con il Servizio Civile; una diversa regolamentazione per garantire il diritto di arrivare e chiedere asilo; la sospensione degli accordi con i Paesi che non rispettano i diritti umani; un diverso orientamento del nostro Paese rispetto alle spese militari e agli acquisti e vendita di armi: le azioni per il disarmo nucleare e contro le mine e le cluster bombs; la smilitarizzazione del territorio, e nello specifico il tema delle basi, dei poligoni e delle servitù militari, dove cospicue aree di territorio, si pensi alla Sardegna, vengono sottratte all’economia civile e alla fruizione delle attività umane e sociali; passi di pace per chiudere definitivamente una guerra, quella in Iraq, che non si è mai fermata e quella tra le opposte fazioni in Siria; un’azione più incisiva e risolutiva del nostro Paese e dell’Unione Europea nel porre fine al conflitto israelo-palestinese; una diversa attenzione rispetto alle guerre in Africa. Su ognuna e per ognuna di queste questioni aperte, proponiamo “passi di pace” concreti.