
Tempistica sospetta ma generalmente le anticipazioni arrivano pochi giorni prima l’uscita del libro, in questo caso “Ammazziamo il Gattopardo” del giornalista americano Alan Friedman. Fatto sta che lo scoop delle consultazioni informali che Giorgio Napolitano avrebbe tenuto tra gli altri con Prodi e De Benedetti dal giugno 2011 prima che lo spread azzoppasse ufficialmente il governo Berlusconi, per spianare la strada ad un esecutivo Monti (ben più malleabile dalla Merkel e Sarkozy) rischia di influire più sul futuro che costringere a rileggere il passato. Anche perché il fatto che i mercati e gli organismi europei e americani trattassero l’Italia di fatto come un Paese commissariato era già più che una vaga sensazione.
Complotto o no, le trame vanno inevitabilmente al loro posto con la semplice considerazione che c’erano tutti gli elementi per la caduta del Cavaliere e che gli speculatori di mestiere appunto speculano, le banche non sono propriamente enti di beneficenza ed i Paesi economicamente più forti hanno l’abitudine di trattare male i cugini più deboli. Resta da capire se davvero i poteri forti italiani e gran parte delle istituzioni siano davvero convinti che gli italiani siano imbecilli e come tali immeritevoli di recarsi troppo spesso alle urne per decidere chi vorrebbero al comando.

Friedman pubblica anche il documento esclusivo firmato da Corrado Passera, chiamato a risollevare le sorti dell’Italia con un programma tutto sommato niente male di cui però l’uomo della Bocconi recepì solo l’aspetto tassativo senza irrorarlo dell’elemento perequativo, bontà sua. Con estrema soddisfazione teutonica. Alla luce delle rivelazioni friedmaniane si coglie appieno il lavoro editoriale del gruppo La Repubblica – L’Espresso, vero e proprio manifesto ideologico di sostegno al dietro le quinte di questo disegno di ribaltone. Naturalmente per il bene comune.
Il volume in questione spinge sull’accelerazione di una svolta ai piani alti di palazzo Chigi, per questo Enrico Letta, che ha già archiviato il piano di rilancio, l’ha presa molto male. L’ombra sul governo Monti infatti, per la regia del Capo dello Stato, rischia di estendersi anche sul suo mandato. E le possibilità di Renzi sono ai massimi esponenziali. Il Rottamatore può davvero fare (più o meno) quello che vuole. Gli converrà bruciare anzitempo le tappe? Anche il mito di Napolitano rischia di finire sulla graticola; i custodi della sua memoria sono sempre più deboli. Vuoi vedere che potrebbero essere maturi i tempi per una salita al Quirinale di Romano Prodi?