Campi Bisenzio – Chiude col botto, il Festival di Letteratura Working Class a Campi Bisenzio, nella fabbrica che ha fatto sognare tutta Italia ed ora anche l’Europa, quella fabbrica che non si dà per vinta neppure sotto la pressione di azioni che vanno nella direzione di far chiudere al più presto l’esperienza. Un’esperienza di identificazione e riscatto che ha visto gli operai (inizialmente, oltre 400 famiglie restate da un giorno all’altro senza lavoro e risorse) prendere in mano la propria storia, sebbene i tentativi di rintuzzare questa vicenda operaia siano addirittura intensificati, in particolare in questi giorni di cultura,
Ne fa fede il Festival appena concluso, che tirando le fila, ha visto 5mila partecipanti in tre giorni, 200 volontari, 50 relatori e …. 20 pannelli solari arrivati dalla Germania per far tornare la luce al presidio sindacale dell’ex Gkn; quella luce che un attacco senza precedenti da parte di ignoti , giunto a pochi giorni dall’inizio del festival, alla cabina elettrica della fabbrica, aveva cercato di spegnere. Ma la luce torna a risplendere, solare ed amica.
“La convergenza culturale, che ha portato ad organizzare insieme alle Edizioni Alegre, la Soms Insorgiamo e la collaborazione di Arci Firenze, una seconda edizione del festival di letteratura working class, andata oltre le aspettative – si legge nella nota del Collettivo di Fabbrica – è stata decisiva con il movimento climatico internazionale, che ha fatto arrivare al presidio sindacale 20 pannelli fotovoltaici per tornare a illuminarlo”.
Riassume la vicenda il Collettivo sui social: “Martedì scorso, alle tre di mattina, dei criminali sono entrati in Gkn, forzando una cabina elettrica e – sapendo esattamente dove mettere le mani e il funzionamento dello stabilimento – hanno tolto l’elettricità all’intera fabbrica colpendola a morte. Un atto quindi pianificato nei minimi dettagli e che ha il sapore di intimidazione mafiosa. Tra venerdì e domenica, altri ignoti si sono messi all’opera. Sono partiti sin dalla Germania, percorrendo migliaia di chilometri. Hanno pagato interamente di tasca propria 20 pannelli fotovoltaici. Hanno trovato in loco operai in lotta in grado di “customizzare” l’intelaiatura. Ieri pomeriggio il presidio sindacale ha iniziato a funzionare alimentato da energia solare”.
Un messaggio molto forte, se si pensa che i progetti di reindustrializzazione dal basso, elaborati dagli operai anche grazie alla convergenza con il movimento climatico internazionale, vanno proprio nella direzione di creare nell’ex Gkn un polo per le energie rinnovabili.
Scrive ancora il Collettivo: “La Rsu ex Gkn aveva dimostrato sin dal 2014 la necessità di dotare il parcheggio antistante la fabbrica di pensiline a pannelli solari. Strano che in tre giorni la convergenza climatica e operaia abbiano concepito ciò che il capitale non ha fatto in dieci anni. E appare tutto molto strano. Perché, ad esempio, se ci fosse stato un chiaro e deciso intervento pubblico a favore del progetto industriale dal basso, operaio e climatico, forse quei pannelli potevano venire dall’interno della fabbrica e non dalla Germania”.