Riceviamo e pubblichiamo da Antonella Gramigna:
“Sarebbero tanti gli esempi da portare, se solo potessimo ascoltare le loro testimonianze nelle aule dei tribunali. Parlo dei bambini resi orfani per mano di un loro genitore. Orfani, figli dei femminicidi, resi tali dentro le mura della loro casa, quel luogo sicuro dove, invece, gli è venuta meno la caratteristica prima. Spesso testimoni involontari degli scenari di violenza, poi del delitto. Per loro nessun sussidio, nessun sostegno psicologico, seppur costretti a vivere un dolore immenso. Orfani due volte, prima la perdita della mamma, poi anche del padre perché colpevole.
Ecco quindi finalmente una legge a tutela, necessaria ed urgente, che dopo la sua approvazione alla Camera, è terribilmente ferma in Senato. Il DDL mira a tutelare gli orfani delle vittime di femminicidio, i figli. Si parla di donne uccise per mano del “coniuge”, anche se legalmente separato o divorziato, legati anche da unione civile, anche se l’unione civile è cessata, o dalla persona che è, o è stata legata, da relazione affettiva e stabile convivenza, che vede tra le forti promotrici l’On. Fabrizia Giuliani, parlamentare Pd con deleghe alla Giustizia, da sempre impegnata nei temi contro la violenza, e dei relativi figli. Una proposta di legge che ha incontrato totale consenso non solo nel Pd, dove oltre Giuliani si leggono altre firmatarie del gruppo parlamentare come Caterina Bini, prima firmataria della legge contro la Tratta, Marilena Fabbri, ma anche in altri gruppi politici, ad esempio Mara Carfagna, di FI, ai tempi con delega alle pari opportunità, che hanno ravvisato la necessità di agire in questa direzione.
La grande forza, infatti, di questa Legge è che è stata, ed è, una iniziativa parlamentare, uscita dalla Camera con la totale unanimità.
Il disegno di legge prevede, per i figli della vittima, l’assistenza legale con l’accesso al patrocinio a spese dello Stato, l’inasprimento della pena per gli assassini, il sequestro conservativo dei beni dei colpevoli a garanzia del risarcimento dei danni in favore dei figli delle vittime, la previsione di un fondo di solidarietà per gli orfani, assistenza gratuita, sostegno psicologico, morale e sanitario. Serve far sentire la voce di tutti, indistintamente, su questo tema, perchè sono loro, i figli, le vittime più colpite, e non possono più attendere.
Troppo lungo sta diventando l’iter di approvazione della legge, mentre continua a crescere il numero delle donne, vittime degli stessi uomini con cui hanno condiviso relazioni e sentimenti, trasformatisi in loro carnefici.
Le Donne Pd, ma non solo, perchè si sono unite davvero migliaia di persone alla causa, hanno deciso di agire, di non rimanere ferme ed impassibile di fronte a questo silenzio assordante, ed hanno predisposto un documento da inviare al presidente Grasso e alla Vice presidente Boldrini per far arrivare loro la voce silenziosa, ma profondamente dolorosa, di tutti quei bambini rimasti orfani per mano di coloro che anziché proteggerli, tutelarli, hanno tolto loro un’infanzia spensierata e serena, lasciandoli orfani ( quindi), due volte. Su change.org e tramite Facebook è partita l’iniziativa di raccolta firme che già vanta quasi 30 mila adesioni, provenienti da persone di generi ed anche di estrazione politica diversa. Perchè esistono temi che non hanno bandiera ma necessità di forza e unità d’intenti.
“Con questa raccolta firme vogliamo sensibilizzare le istituzioni, a cui chiediamo una rapida approvazione della legge per tutelare i figli delle vittime di femminicidio e fermare l’inarrestabile aumento dei casi di delitti domestici, per garantire a tutti i nostri figli un futuro di speranza.” Dicono le prime firmatarie del Pd Senigallia.
Sono i figli, i testimoni delle violenze, dei femminicidi, le vittime come la mamma, e vanno tutelati. Loro che continuano a vivere, sono gli adulti di domani, e si portarono sulle spalle queste tragedie. Sono bambine e bambini, segnati per sempre, con un dolore infinito a cui sopravvivere. Traditi dalla vita e soprattutto in primis dal loro genitore. E mentre la strage di donne continua, il percorso del disegno di legge in favore di questi orfani speciali si incaglia al Senato. E quindi ecco l’appello alla buona volontà delle Senatrici e dei Senatori affinché tutti gli ostacoli possano venir superati e la legge a tutela degli orfani del femminicidio venga approvata in termini rapidi. Perchè dare a queste bambine e bambini una norma che garantisca tutela, assistenza legale, sostegno psicologico e fondi dedicati, è una cosa giusta.
Lo stato deve farsi carico dei figli testimoni di efferate violenze fino alla più grave, la morte.
“Non può rimandare, non è più tempo di aspettare.”
Questo l’appello forte e chiaro di migliaia di persone che chiedono uno Stato garantista e che si occupa dei più deboli. Tutelandoli.
Per aderire potete firmare su Change.org.”.
Antonella Gramigna
Antonella Gramigna