Dal punto di vista mediatico, quella appena passata è stata una settimana straordinaria; culminata nel tanto atteso (e preparato) massacro reciproco dello streaming in cui abbiamo appreso che il dolore vero sta a Montecitorio (altro che gli alluvionati!), era già partita alla grande con lo scherzone telefonico di Cipriani – Parenzo a Fabrizio Barca, complice l’imitazione di un tiepido Vendola ad opera di Andro Merku. Come quelle che ti arrivavano alle undici di sera: “Pronto, famiglia Piedipuliti?” e rispondevi, “No!”, “E lavateveli!” la replica immediata, con risate di bambini sullo sfondo.
Questa, invece, non ha fatto ridere nessuno; anzi, il Popolo degli Indignati si è indignato ancora di più di quanto non lo sia di solito, il che è preoccupante perché non si capisce quale sia il livello di normalità, allora. Perché il buon ex Ministro Barca, nemmeno il tempo di portare a termine i convenevoli e si era già completamente sbracato, braaammm, come quando la moglie ti chiede “Dove sei stato?” e tu confessi dieci anni di tradimenti, davanti a lei allibita che voleva solo chiederti perché non ti sei ricordato l’anticalcare. Senza farsi pregare, infatti, l’ex Ministro ha tracciato un quadro incredibile di Poteri Fortissimi dietro ai Poteri Molto Forti che fino ad ora eravamo persuasi stessero dietro ai Poteri Forti. Stavolta, la Rivelazione è che dietro all’improvvisa e repentina ascesa di Renzi ci sia, udite udite! Il mondo dell’imprenditoria, nella persona dell’Ingegner De Benedetti, che prima di tutto è ingegnere, poi tante altre cose, poi tessere numero 1 del PD (ma casualmente).
Al che, gli Italiani sono rimasti stupefatti, delusi e anche un po’ scioccati. Ma come, le industrie tirano i fili della politica? Ma che scandalo! Dove andremo a finire! Eh, già. Certo, De Benedetti dietro a Renzi non è mica come Squinzi dietro a Letta. Non è come Montezemolo e Della Valle e Berlusconi dietro a Berlusconi, poi solo Berlusconi dietro a Berlusconi (e lui dietro a tutti). Non è certamente come il vecchio establishment tutto di IRI dietro a Prodi. Non è come gli Agnelli, i Falck, i Savoia, la Mafia, le banche, il Vaticano, la CIA, il KGB, ENI, dietro a 40 anni di Governi precedenti. Ah, e come tutti gli altri dietro Grillo, ma ancora non è al Governo, e quindi non conta.
Se mai volessimo fare veramente un po’ di Fantapolitica, potremmo chiederci come mai chi oggi gode del plauso dei forcaioli, dei moralisti, degli innovatori, non sposta mai l’attenzione degli elettori sul chi comanda veramente in Italia, da sempre; e potremmo anche sviluppare fantasiosi scenari in cui fazioni opposte a quella che sta andando a governare creino scoop giornalistici comodi per azzoppare l’avversario. Ma la Fantapolitica, morti i principali autori, non va di moda, e curarsi di immaginari complotti Bilderberg-Style è più facile ed indolore.