Morte di una mondina mondana: addio a Marta Marzotto

Scompare a 85 anni Marta Marzotto, nata a Reggio Emilia, modella, stilista, regina dei salotti, compagna di Guttuso, la Madame de Sévigné della Prima Repubblica. La piange tutto il mondo vip (e non solo)

martaE’ morta Marta Marzotto, all’età di 85 anni. Icona dello stile italiano la Marzotto, nata Vacondio, era nata a Reggio Emilia nel 1931. Stilista ed ex modella, ha lasciato un segno profondo nella vita culturale del Paese. L’annuncio della morte, avvenuta a Milano, è stato dato in un tweet dalla nipote Beatrice Borromeo: “Ciao nonita mia”, scrive, postando anche la foto di una giovane Marta.

Marta Marzotto è morta dopo una breve malattia vissuta nella massima riservatezza circondata dall’affetto di tutti i suoi figli e nipoti. “Abbiamo raccolto il suo insegnamento – hanno detto i figli – è stata una madre e una nonna molto affettuosa”.

Marta Vacondio Marzotto era la figlia di un casellante delle ferrovie e di una mondina. Ha vissuto i primi anni a Mortara, in Lomellina, iniziato a lavorare giovanissima proprio come mondina. Da lì è iniziata la storia: apprendista sarta e poi, grazie al fisico che le dava ragione, modella di successo presso la sartoria delle sorelle Aguzzi, di Milano.

Proprio nell’ambiente della moda, all’inizio degli anni cinquanta, conosce il conte Umberto Marzotto, vicentino di Valdagno, comproprietario con altri fratelli dell’omonima industria tessile e dopo due anni di fidanzamento, il 18 dicembre 1954 si sposa. Nascono 5 figli.

Dalla fine degli anni sessanta è la figura femminile dominante nella pittura e nella vita privata di Renato Guttuso che dopo averla conosciuta nel salotto dei Marchi a Milano, la rappresenta in molte opere come nella serie delle Cartoline, un insieme di 37 disegni e tecniche miste (pubblicate dalla casa editrice Archinto nel volume Le Cartoline di Renato Guttuso).

Il rapporto tra i due cessa improvvisamente dopo circa venti anni. Animatrice di salotti, stilista e disegnatrice di gioielli, il 21 marzo 2006 Marta Marzotto viene condannata in primo grado dal Tribunale di Varese a otto mesi di carcere col beneficio della condizionale e ad 800 euro di multa, perchè responsabile di aver riprodotto nel 2000, senza averne titolo, alcune opere in suo possesso, tra cui diversi quadri che la ritraggono, oltre a 700 serigrafie del pittore Renato Guttuso, i cui diritti legalmente sarebbero spettati al figlio.

Nel 2011 i giudici hanno dato ragione alla Marzotto e allo stampatore, Paolo Paoli, perchè il fatto non costituisce reato. Nel 2000 viene nominata cittadina onoraria in segno di lotta alla camorra a Trentola Ducenta, Villa Literno, Santa Maria La Fossa, Lusciano, San Cipriano, Casal di Principe, Casapesenna, San Marcellino, Grazzanise, Castelvolturno, San Tammaro, Frignano, Casaluce, Villa di Briano e Casapulla. I suoi grandi amori: il Conte Marzotto, il pittore Guttuso e Lucio Magri.

Ma «essere nonna è molto più divertente, ai miei nipoti insegno la libertà» aveva dichiarato in una recente intervista. «Io alla vita ho sempre sorriso, lei a me non sempre», ripensando alla morte della figlia Annalisa per una malattia. E sulla sua età, sul tempo che passava tagliava corto: «Io no ho età, sono immortale. Bloccatemi se siete capaci». Se ne èandata nella riservatezza dopo una breve malattia circondata da tutta la bella e numerosa famiglia.

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