Esami europei, Mps e Carige fra le banche a rischio bocciatura

Firenze – Alcune banche non passeranno senza pagare il fio agli esami delle autorità finanziarie europee, fra queste, secondo una stima di Ig presentata ieri a Milano, ci sono le italiane Mps e Carige. La stima di Ig si basa sulle ricerche dell’istituto tedesco Zew e del centro americano per la ricerca in politica economica, il Cepr.

“C’è il 50-60% di possibilità – spiegano gli analisti di Ig – che Mps e Carige non riescano a superare gli esami”. Lo studio si basa sull’analisi dei 128 istituti bancari che sono stati esaminati da Bce-Eba e ne calcola il Common equity tier 1 ratio (Cet1): gli istituti che hanno un numeratore maggiore dell’8% passeranno i test; chi sarà sotto il 5,5% dovrà rivedere la propria gestione. Secondo lo
studio di Ig, tra i sicuri della promozione in Italia ci sono Intesa Sanpaolo, Unicredit e Mediobanca; Ubi, Banco Popolare e Bpm sono a metà strada; Mps e Carige “rischiano una bocciatura”.

Ma che hanno fatto di particolare gli istituti che saranno promossi? Sono quelli che sono riusciti a ‘ripulire’ i propri bilanci, aumentandone la trasparenza. Intesa Sanpaolo e Unicredit, ad esempio, si sono impegnate in questi ultimi mesi nella vendita dei cosidetti crediti deteriorati, i non performing loan (npl), e questo dovrebbe agevolare un giudizio positivo da parte della Bce. I voti saranno dati sulla base dei numeri registrati nei bilanci del 31 dicembre 2013 e nelle stime di Ig solo Banca Carige è al limite con un numeratore fermo al 5,8%.

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