Ma non c'è stato alcun trauma, nè alcuna lotta di potere, nè ambizioni frustrate. Mazzei è rimasto vittima di una interpretazione singolarmente restrittiva del nuovo statuto dell'Ente da parte del ministero. Pur essendo stato al vertice solo 14 mesi, non si è voluto approvare la norma che ne poteva estendere il mandato per altri due anni, perché "avrebbe costituito un precedente che avrebbe consentito ad altre fondazioni analoghe domande di prosecuzione", come ha spiegato lo stesso Mazzei che ha fatto riferimento a situazioni di segno del tutto contrario in altre fondazioni: "Forse un giorno sapremo il perché di questa visione così ristretta, così stranamente attenta al dettaglio". Così tutti insieme gli amministratori e i vertici dell'organismo di erogazione finanziaria più importante del territorio hanno deciso di tagliare la testa al toro: avvicendamento immediato e tutti al lavoro per evitare di creare una situazione di debolezza la vertice nell'attesa che il Tar decida se il ricorso contro il veto ministeriale è fondato o meno.
Entro 15 giorni dovrebbe essere nominato il vicepresidente, dato che oggi il cda ha preferito rinviare la nomina in attesa dell'arrivo del sostituto di Mazzei: "Ci penseranno Consiglio di amministrazione e Comitato di indirizzo nell'ambito delle loro funzioni", ha annunciato il nuovo presidente per rafforzare l'immagine di titale consonanza e unità che regna nell'istituzione. O meglio, nel processo di rinnovamento che l'Ente ha avviato e di cui la coppia Mazzei-Maracchi si è fatta portabandiera. E al primo posto resta la questione dell'aeroporto di Firenze: "Noi abbiamo profuso tutto il nostro impegno, condividendo la strategia del presidente della Regione Rossi, ora ci aspettiamo che la Regione prosegua il percorso concordato, approvando prima il Pit, il Progetto integrato territoriale e poi dando il via libera finale per la realizzazione della nuova pista. Nell'aeroporto ci restiamo e vogliamo restare fino in fondo", ha detto Mazzei che ha lasciato intendere che su questo tema offrirà una forte collaborazione al suo ex vice. Insomma "la politica deve fare la sua parte tenendo conto degli interessi della maggioranza dei cittadini della regione o non solo di quelli locali o localistici". In ogni caso l'Ente seguità con attenzione le nomine di presidente e amministratore delegato e si terrà il so 17,5% anche perché non si può immaginare che ci sia qualcuno disposto a comprarlo.
La stessa identica battuta, Mazzei l'ha dedicata a chi si lancia in grandi elucubrazioni sul rapporto di proprietà fra Fondazioni e banche dopo la vicenda del Monte dei Paschi. "Noi siamo pronti tranquillamente a vendere la nostra quota nel gruppo san Paolo, banca Intesa, Cassa di Risparmio, ma mi dite voi chi può comprarla? In Italia c'è soltanto la Cassa depositi e prestiti che può tirare fuori 8 o 9 miliardi di euro per comprarla. Comunque nessun problema se lo stato autorisse fondi cinesi o hedge funds a comprare le quote".
Per il resto, le priorità delle erogazioni resterà la stessa: "La strategia non cambia" , ha detto Maracchi perché sarebbe da matti cambiarla dopo così pochi mesi di lavoro. Intanto ci sono altri due milioni a disposizione, che vanno così ad aggiungersi ai 23 milioni già deliberati, destinati alla promozione di percorsi di solidarietà, assistenza, inclusione sociale e formazione giovanile. Proprio oggi sono state approvate le erogazioni relative alla ricerca scientifica e tecnologica.
E intanto il nuovo presidente farà egregiamente il suo lavoro di meteorologo applicandone l'approccio alla situazione economica il cui clima è destinato anche a peggiorare: la squadra resta al lavoro per prendere decisioni il più presto possibile.
Foto: Giampiero Maracchi