En.cor: una manciata di cittadini sotto il Palazzo chiuso

Sit-in numericamente scarso mentre in Consiglio a Correggio si discute di eventuali responsabilità amministrative e del rischio dissesto dell’ente locale
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A proposito di numeri, tira certo di più un concerto del correggese Luciano Ligabue…

Al grido di “Correggio svegliati” e di “Trasparenza”, una cinquantina di persone si sono riunite a Correggio sotto al Municipio (col portone chiuso) per chiedere chiarezza sul caso Encor e sulle responsabilità di chi ha messo nei guai il Comune, e per protestare contro la riunione a porte chiuse. Anche se, regolamento alla mano, il divieto di accesso del pubblico era giustificato dal fatto che si parlasse anche di posizioni personali. Per la verità una manifestazione abbastanza trasversale ma piuttosto esigua nei numeri e soprattutto voluta dalle opposizioni in consiglio comunale con chiaro intento politico.

Teso comunque il dibattito in commissione, presente la sindaca Ilenia Malavasi, in cui è stato fatto il punto della situazione dopo la tegola delle due sentenze civili che hanno condannato il comune di Correggio, sulla base delle famigerate lettere di patronage, a rifondere quasi 11 milioni a Banca San Felice e quattro milioni al Banco Popolare per i debiti garantiti dal Comune alla En.cor oggi in fallimento.
Sul tavolo, come previsto, il tema scottante delle azioni di responsabilità e di rivalsa nei confronti degli amministratori. Praticamente certa l’azione nei confronti dell’ex sindaco Marzio Iotti e dell’ex direttore generale del Comune, che era anche ai vertici di En.cor, sono ancora in corso le valutazioni affidate ai legali sulla posizione di altri amministratori e dirigenti che abbiano avvallato le delibere.

La sindaca Ilenia Malavasi ha assicurato che “non si andrà alle calende greche”.
Intanto le scadenze è più urgenti sono il 21 e il 29 luglio, termini ultimi per la presentazione dei ricorsi in appello contro le sentenze di condanna. Ma nel prossimo consiglio comunale di fine mese dovranno essere iscritti con un’apposita variazione i debiti fuori bilancio per 15 milioni. Le sentenze sono esecutive, quindi il Comune dovrà pagare senza troppi indugi. Nella nota integrativa a bilancio ha elencato immobili da vendere per 16 milioni, oltre a dieci milioni di liquidità: otto in azioni Iren e 2 derivanti da risparmi vari.
Ma è molto difficile che il comune riesca a realizzare le somme attese dalla cessione degli immobili (per le quali comunque è necessario parecchi tempo tempo), e d’altra parte è attesa una terza sentenza, la più pesante per il comune, per i 13 milioni reclamati dalla Bnl. Di conseguenza, c’è chi considera inevitabile la dichiarazione di dissesto.
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