En.Cor, Iotti accusa il Pd e si dimette prima della sfiducia

Iotti scaricato dalla sua maggioranza
Aula gremita per la seduta del consiglio comunale sul caso En.Cor
Aula gremita per la seduta del consiglio comunale sul caso En.Cor

Suona come un atto d’accusa, o quantomeno come una chiamata di corresponsabilità, nei confronti del Partito democratico l’ultimo discorso del sindaco di Correggio Marzio Iotti pronunciato nell’atrio gremito della scuola San Francesco di via Zavattini dove in via eccezionale si è tenuta la seduta del consiglio comunale sul caso En.Cor. All’ordine del giorno la mozione di fiducia richiesta dallo stesso primo cittadino che è stato “scaricato” dal Pd e dallo stesso gruppo consigliare. Iotti ha scelto di dimettersi prima del voto di fiducia, ma non ha rinunciato ad intervenire davanti al consiglio diventato improvvisamente ostile: “Io non ho paura di verdetti contro di me, anche unanimi, se sono resi nelle sedi democratiche”.

Dito puntato contro il Pd

“Posso anche capire che ad un partito convenga, per il proprio interesse elettoralistico,  decidere di scaricare gli amministratori, il sindaco, cercando di prendere le distanze da questioni scomode – ha detto Iotti -Come è stato detto nel direttivo dal segretario Comunale del Pd “il futuro candidato del Pd si deve smarcare dalla vicenda Encor”. E’ una questione che, anche se un po’ cinica, comprendo. Quello che invece non accetto, che non ho potuto accettare, è la doppiezza, l’ipocrisia, il voler giocare su due piani paralleli in cui da un lato conveniva tenermi  sulla graticola e parallelamente giocare anche il ruolo di opposizione. Ma i cittadini non credo siano così sprovveduti”.

“Su En.Cor siamo stati trasparenti”

“Nel caso di En.cor, caso complesso, – si è difeso il sindaco – sono sempre stati fatti i passaggi dovuti. La società ha presentato i vari bilanci alle commissioni consigliari, la società ha risposto in quelle sedi alle richieste di chiarimento. Nell’ultimo periodo poi gli approfondimenti si sono intensificati (ho qui tutti i verbali delle commissioni svolte su encor, sono state ben 16 commissioni affari generali su encor dal marzo 2011 ad oggi). Non si contano poi le riunioni con il gruppo di maggioranza con cui ho condiviso, insieme alla giunta, tutti i passaggi di competenza del Comune. Gli atti di Consiglio comunale sono tutti votati a maggioranza, alla luce del sole, molte volte all’unanimità, molte altre volte con nessun voto contrario. Il coinvolgimento del partito da parte mia è stato costante e non solo per la questione Encor”.

“Chiedo agli assessori un gesto di coerenza”
“C’è poi l’incredibile vicenda degli assessori. – ha detto ancora Iotti – Tre assessori nominati dal sindaco, dopo aver votato sabato scorso il documento Pd di richiesta di dimissioni del sindaco, si siano presentati come se niente fosse alla giunta del lunedì. Non so se considerare il comportamento come “ignorante” delle più elementari regole istituzionali, oppure in qualche altro modo. In pratica, hanno votato la sfiducia a loro stessi, per poi continuare a girare per gli uffici comunali come se tutto fosse come prima. Qualcuno in questo caso mi ha chiesto invece: ma con chi hai lavorato fino ad ora? Come hai fatto? E io ho risposto: è colpa mia. Qui sì che è colpa mia. In effetti in un mondo normale, dove magari esistesse anche un residuo briciolo di rispetto per le persone e correttezza, oltre che la comprensione dei principi fondamentali istituzionali e politici, avrebbero dovuto dirmi sabato. E poi dopo si dichiara alla stampa: “che problema c’è?” non ci sono parole. Chiedo solo loro un gesto di coerenza, immediato. Altrimenti provvederò”.

L’ammissione di responsabilità 

“Io il fallimento politico della vicenda Encor l’ho dichiarato, più volte ormai, con estrema chiarezza – ha proseguito il sindaco – Ho ammesso gravi errori, sul periodico comunale inviato a tutte le famiglie, ai giornali, alla televisione (Rai 3) ma ho anche sempre detto che in tutta la fase di dismissione, quella che adesso è maggiormente al centro delle polemiche, abbiamo agito per procedimenti ed atti come è doveroso per ogni pubblica amministrazione. Procedimenti ed atti la cui legittimità deve essere garantita da dirigenti, dal segretario comunale, organi di controllo. Atti che non sono stati impugnati da alcuno entro i termini e che quindi sono efficaci e insindacabili a tutti gli effetti. Abbiamo applicato la legge che è il primo nostro dovere… una legge dello stato che come molte di quelle che vengono emanate non tiene conto delle conseguenze che si vengono a produrre. Sono leggi “bandierina” come le ho già definite. Ora, non so se ci sia qualcuno che pensi che io sia,  come si dice,  attaccato alla poltrona. Figuratevi poi per 5 mesi su dieci anni. Ci crediate o no, è molto più forte in me l’impulso a finire che quello a continuare. Ho detto in sede di partito più di un anno fa che ero disposto a dare le dimissioni. La segretaria di allora mi disse più volte che non dovevo neanche pensarci. Forse perchè pensava che non fosse conveniente… o forse perchè la considerava una fuga mia dalle responsabilità. Bene, di sicuro non sono fuggito”.

La Cattini al sindaco: sei sfiduciato

Non sono bastati i chiarimenti del sindaco per fare cambiare idea al consiglio. Durissimo l’intervento del capogruppo comunale Marzia Cattini: “Il sindaco non ci ha permesso di esercitare il giusto controllo. Questa è colpa del sindaco e per questo ti sfiduciamo. Il commissario saprà prendere decisioni più lucide di quelle del sindaco”. Parole che hanno trovato conferma in una nota del gruppo consigliare del Pd che parla non solo du una visione diversa nella gestione della crisi, ma denuncia “mancanza di trasparenza”, “omissioni” e “azioni volte a dividere il gruppo”.

 

 

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