Autunno caldo, il ritorno: 2019 anno climaticamente bollente. Come il pil previsto nei primi sei mesi 2020…

Mai registrato un anno caldo come il 2019 (avete capito voi che dileggiate Greta e i “gretinetti”?), ciò non aiuta contro il covid ma soprattutto si rischia un calo del Pil italiano del 15% nei primi sei mesi 2020…

Il 2019 è stato l’anno più caldo mai registrato per l’Europa con temperature medie di quasi 2 gradi al di sopra di quelle della seconda metà del XIX secolo. Così il rapporto sullo stato del clima in Europa di Copernicus, il programma per l’osservazione della Terra dell’Ue, rileva come 11 dei 12 anni più caldi di sempre si siano verificati dal 2000 a oggi.

I dati, diffusi nella 50esima Giornata mondiale della Terra, parlano di mesi bollenti a febbraio, giugno e luglio; siccità, piogge intense e scioglimento ghiacci in Groenlandia.

 

Intanto gli ordinativi registrano a febbraio un calo congiunturale del 4,4%, mentre nella media degli ultimi tre mesi sono aumentati dello 0,4% rispetto alla media dei tre mesi precedenti. In termini tendenziali l’indice grezzo diminuisce del 2,6%, con una marcata riduzione del mercato interno (-4,2%) stabile quello estero (-0,2%). La maggiore crescita tendenziale si registra nell’industria farmaceutica (+8,3%), mentre il peggior risultato nel tessile e abbigliamento (-9,1%).

A febbraio il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, diminuisce del 2,1% rispetto a gennaio e nella media degli ultimi tre mesi l’indice generale è rimasto pressoché stabile, con una variazione del +0,1% rispetto alla media dei tre mesi precedenti. Lo stima l’Istat. La dinamica congiunturale del fatturato riflette variazioni negative sul mercato interno (-2,3%) ed estero (-1,5%). Corretto per gli effetti di calendario (20 giorni lavorativi come a febbraio 2019), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dello 0,9%

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