Grande serata, quella di sabato, per la Collezione Maramotti, realtà artistica di importanza internazionale che si è presentata per la Giornata del Contemporaneo con progetti di intensità unica. Il centro gravitazionale della private view è stata la mostra temporanea “Ritratti di donne”, aperta al pubblico fino al 12 aprile 2015, creata grazie alla collaborazione tra la Collezione e due artiste donne, Chantal Joffe e Alessandra Ariatti, entrambe classe ’69. Pittrici (non è un caso la scelta, visto che la pittura è sempre stata il primo amore di Achille Maramotti) votate al genere del ritratto che hanno lavorato su grandi formati adatti, ancora di più in questo caso, al coinvolgimento totale dello spettatore. La prima concentrata sulla figura della nipote Moll che ritrae dalla nascita, caratterizzata da pennellate vivide, veloci e a tratti quasi frenetiche. Uno sguardo al soggetto non invadente, forse proprio perché il soggetto stesso non si lascia catturare, probabilmente stanca di essere ritratta, soprattutto ora che ha raggiunto un’età difficile, adolescenziale, densa di emozioni contraddittorie. Sfondo, vestiti e volto sono in stretta continuità grazie a una pittura fluida, rapida e di citazione matissiana.
La seconda, originaria di Borzano di Albinea, ha bisogno, per dipingere, di poter allacciare un proprio legame emotivo con i suoi soggetti. Ricerca persone nelle quali identificare il suo modo di sentirsi. Li fotografa fino a sessanta volte ed oltre, per raggiungere quello stadio in cui sentirsi “agganciata” completamente ad essi. La pittura viene eseguita in tempi lunghissimi, in questo caso circa quattro anni per le tre opere, a differenza di Chantal Joffe che ha impiegato solo cinque mesi per le quattro tele esposte. Nonostante spesso venga associata al movimento Iperrealista Americano, il suo indagare fino all’ultima ruga e segno fisiognomico si dirige più verso una ricerca dell’essenzialità storica ed emotiva della persona ritratta.
In contemporanea, in un’altra ala dell’ex stabile di Max Mara, è stata allestita una mostra dal tema “Il corpo figurato. Opere dalla Collezione 1966-2005” (progetto open storage) che terminerà il 31 gennaio 2015; la selezione comprende opere solitamente conservate nell’archivio e che ora prendono luce mostrandosi al pubblico. Una possibilità unica per poter vedere cosa offre questo patrimonio culturale oltre ciò che già gratuitamente si può visitare nella permanente dal 2007.
Infine, in dialogo diretto con questa esibizione, una piccola selezione di libri d’artista proveniente dalla biblioteca/archivio. Dagli anni Ottanta ai nostri tempi, queste copie preziose e a tiratura limitata arricchiscono e completano la serata. Una celebrazione, se pur in piccolo formato, della poetica di maestri contemporanei storicamente legati alla Collezione. Tutte le temporary shows sono visitabili giovedì e venerdì dalle 14.30 alle 18.30, sabato e domenica dalle 10.30 alle 18.30.