E’ continuata anche nel secondo semestre del 2017 la frenata dei fallimenti delle imprese reggiane, con una netta inversione di tendenza rispetto al trend del 2016. Sono infatti scese a 35 le procedure fallimentari aperte in provincia di Reggio Emilia nel periodo luglio-dicembre dell’anno appena trascorso.
Complessivamente, nel 2017 le procedure fallimentari in provincia di Reggio Emilia – come sottolinea l’analisi effettuata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio su dati del Tribunale di Reggio Emilia – hanno raggiunto le 82 unità, il 34,4% in meno rispetto allo stesso periodo del 2016, quando se ne contavano 125.
La decelerazione delle aperture delle procedure fallimentari in provincia di Reggio Emilia è particolarmente evidente nel settore delle costruzioni, dove sono più che dimezzate in un anno scendendo dalle 42 del 2016 alle 17 dell’anno scorso.
In sensibile flessione (-28,2%) anche l’industria manifatturiera, settore nel quale si conta il maggior numero di fallimenti. Sono infatti 28 le procedure aperte in un anno (il 34,1% del totale), di cui 8 nella metalmeccanica e 7 nel ceramico, che risultano i comparti più colpiti. Sempre nel manifatturiero sono presenti, fra gli altri, 3 fallimenti nell’ambito della trasformazione alimentare, 2 in quello della gomma-plastica e altrettanti nel tessile-abbigliamento.
Seguono poi le costruzioni con 17 procedure, un quinto del totale, e il commercio e pubblici esercizi con 15 fallimenti (18,3% l’incidenza sul dato complessivo).
In crescita rispetto al 2016 le procedure fallimentari relative alle aziende del settore immobiliare, che nel 2017 hanno raggiunto le 9 unità rispetto alle 5 dell’anno precedente.
Per quanto riguarda i fallimenti dei servizi di supporto alle imprese, questi sono stati complessivamente 8 e hanno riguardato i servizi in campo informatico, le attività professionali, scientifiche e tecniche e il noleggio e leasing.
Sono stati 4 (in lieve flessione rispetto al 2016 quando se ne contavano 3) i fallimenti riguardanti i servizi alle persone aperti nel corso dell’anno passato hanno riguardato in particolare le attività artistiche e di intrattenimento. Nel settore agricolo si registra un unico fallimento.