“Sipario sull’odio”: così quotidiano parigino ‘Liberation’ intitola la decisione del Consiglio di Stato di vietare lo spettacolo a Nantes del contestassimo comico francese Dieudonné , accusato di usare la scena per spargere veleni razzisti e antisemiti. Il ‘no’ della massima istanza della giustizia amministrativa d’oltralpe segna una prima vittoria del governo che fa della battaglia contro le idee propagate dal seguitissimo franco-camerunese la bandiera della difesa dei valori del paese. Dopo che il tribunale aministrativo di Nantes aveva dato il via libera allo spettacolo’ Le mur’ i n un teatro della città, il ministro degli interni, Manuel Vals ha presentato il ricorso al Consiglio di Stato a tempi record. E a tempi record è arrivato il responso: lo spettacolo è vietato per motivi di ordine pubblico. Ora stanno saltando via via gli altri spettacoli programmati nel paese. Dieudonné ha chiesto ai suoi fans di restare calmi. E intanto sta pensando di modificare temi e contenuti del suo show, attesissimo da migliaia di fans che vedono in lui non l’antisemita ma l’antisistema e un difensore delle banlieu mentre i suoi avvocati preparano ricorsi che possono arrivare fino alla Corte Europea dei diritti dell’uomo
Perché, va detto, quella che già viene designata come ‘la giurisprudenza Dieudonné’, solleva non poche perplessità se non critiche, anche tra chi non condivide minimamente le idee del comico, perché il vietare uno spettacolo ’a priori ‘, cosa mai avvenuta finora, rischia di tramutarsi in un colpo d’ariete contro la libertà di espressione. La decisione del Consiglio di Stato ‘porta prodromi di gravi rischi per la libertà di espressione’ ha denunciato il socialista Jack Lang, ex ministro della cultura di Mitterand e noto per le sue battaglie contro il razzismo e antisemitismo. Il divieto ha anche un altro rischio: quello di aumentare la popolarità del comico, facendone una vittima. ‘ La decisione é un carburante” per Dieudonné, ha commentato un parlamentare chiedendosi se non fosse stato sufficiente l’arsenale giuridico del paese per sanzionare propositi che violano le leggi e in base alle quali il comico ha già subito varie condanne. Che però, va detto, non lo hanno fermato. Anzi, con la sua ormai famosa ‘quenelle’ , un gesto che lui spaccia per antisistema ma che per molti è un saluto nazista alla rovescia, ha conquistato notorietà anche al di là delle Alpi.