Da una direzione maschile a una femminile. Dal focus sul connubio arte-moda a quello concentrato soprattutto sul design. Due diverse ma complementari accentuazioni, agitate come bandiera, la prima, dal direttore uscente dello IED fiorentino, Danilo Venturi, che è appena diventato direttore della sede milanese e, la seconda, da Benedetta Lenzi, la giovane donna che lo ha recentemente sostituito a Firenze . Un giro di valzer che prefigura per ambedue gli istituti una continuità con il passato e al tempo stesso un presente e un futuro di integrazione, amicizia e collaborazione che renderà sempre più stretto il legame tra le due città, come affermano concordi ambedue, Lenzi e Venturi.
Cambiano i vertici dello IED (istituto Europeo del design). Venturi lascia Firenze per andare a dirigere la sede di Milano, la prima e più grande del gruppo. Dopo avere diretto dal 2022, ingrandito, riempito di iniziative e creatività in soli due anni la scuola fiorentina che si è estesa per gran parte della città diventando un campus diffuso: tra la storica sede di via Bufalini, il laboratorio di moda installato nel 2023 a Palazzo Pucci e la recente inaugurazione del polo delle Arti digitali e visive nel restaurato al Teatro dell’Oriolo. Adesso l’ex direttore di Firenze passa a Milano dove lavorerà ancora a un altro piano di espansione, quello della storica sede che si svilupperà nell’area da riqualificare dell’Ex Macello dove sorgerà il futuro campus internazionale IED. La coincidenza farà crescere ancora di più, è l’intenzione del gruppo, la vocazione internazionale e di collaborazione delle varie sedi dell’Istituto: Milano, Firenze, Roma, Torino, Cagliari e, all’estero, Madrid, Barcellona e Bilbao.
Tornando allo scambio di poltrone, Benedetta Lenzi è toscana di origine e dunque adesso è tornata a casa ma è stata a lungo impegnata in altre città d’Italia, in particolare Torino, ma non solo. È una rodata professionista nell’ambito dell’ideazione, definizione e produzione di format culturali. Curatrice e advisor di design da collezione, ha organizzato fiere, festival, mostre ed eventi prevalentemente dedicati al design contemporaneo. Delle svariate attività svolte, è appunto il design quella su cui soprattuto adesso Lenzi intende concentrarsi. Anticipa: “Punterò sopratutto sul design che a questo punto diventa la sintesi di tutte le mie attività. Di questo sono felice, e per di più mi piace moltissimo lavorare con i giovani”. Lasciando un po’ a bocca aperta, lei che certo anziana non è . “Già ma ormai le generazioni cambiano rapidissimamente e questi giovani mi dicono una quantità di cose diverse da quelle che ho conosciuto io. Mi insegnano, mi ispirano, mi interessano” .
Il connubio moda-arte, che Venturi conferma essere stato l’asse portante del suo lavoro fiorentino è culminato , spiega lui, nell’incontro che considera il più significativo dei suoi due anni alla direzione dello IED fiorentino, ovvero l’incontro tra gli studenti e il famoso fotografo e artista poliedrico Michel Comte, lo scorso inizio estate a Firenze. “La migliore e più significativa sintesi – definisce l’iniziativa – di un percorso di sviluppo della didattica e di meditazione sul labile confine tra moda e arte” . Spiega : “Nel modello educativo IED l’arte ispira, il design contribuisce al senso progettuale, la moda crea consapevolezza sull’ identità, e la comunicazione ha un impatto sulla società. Ogni settore beneficia dell’ altro. Così avviene tramite lo scambio e il dialogo permanenti che permette di rispondere a sempre nuove sfide tra le sedi del gruppo . Lo scambio e il beneficio sono reciproci e continui, un modello che mantiene vivo il sistema e permette di rispondere sempre a nuove sfide”. Adesso, conclude il neo direttore della sede milanese, “accettare il nuovo incarico vuol dire proseguire il percorso progettuale iniziato a Firenze e nello stesso tempo conservare un modello formativo interdisciplinare e transdisciplinare e perseguire un’ambizione internazionale” .
Nel solco di questo pensiero di crescita attraverso lo scambio di esperienze, contatti e scambi molteplici, e di vocazione all’internazionalità – d’altra parte lo IED ha sedi anche in Europa e gli studenti vengono in Italia da tutto il mondo – si schiera anche Benedetta Lenzi: “ Sono onorata di essere stata chiamata a far parte della squadra dell’Istituto Europeo di Design, una delle realtà più innovative nello scenario internazionale del design. Dirigere IED Firenze, che ha sede in un contesto culturale unico, sarà continua fonte di ispirazione. Ritengo peraltro strategico continuare a rafforzare le relazioni con il territorio, le istituzioni, il settore artistico museale e la filiera tessile, mettendo a loro disposizione la creatività e i talenti dei nostri studenti per fare rete verso nuovi progetti”.
Lenzi si sofferma sul design: “il design è un ecosistema complesso e interconnesso che coinvolge diverse componenti, quindi una rete dinamica e collaborativa che influenza la società, la cultura e l’economia. Su questo ecosistema si potranno costruire e sviluppare nuove opportunità che arricchiscano la formazione dei nostri studenti e valorizzino le identità territoriali, contribuendo così allo sviluppo sostenibile e culturale della società. Il design in tutte le sue applicazioni è la disciplina che più di ogni altra permette di stimolare delle riflessioni sul presente e sul futuro offrendo strumenti per interpretare le sfide contemporanee e immaginare futuri possibili” .
Concorda Raffaello Napoleone, ad di Pitti Immagine, la rinomata nel mondo istituzione che si occupa di moda a Firenze e che più ha contribuito a far sì che da Milano lo IED prendesse casa in città : proprio per ricevere contributi dai saloni della Moda di Pitti con cui è sempre stato in contatto, e a sua volta darne. “Il percorso e la presenza dello IED è un gran segno di vitalità. Importantissimo per la città che ha un gran bisogno di rafforzarsi sul fronte della formazione”, dice Napoleone. Per di più, design e moda si toccano: “Il mondo del design e degli stilisti oggi si intersecano. Si tratta in ambedue i casi di essere creativi e la creatività si scambia. In questo senso molti stilisti esteri passano da noi prima di disegnare le loro collezioni. Piaccia o non piaccia, il Belpaese ha la palma quanto a tradizione nel design” .
Non solo stilisti e design, ma un’altra coppia la troviamo anche nei rapporti tra il gruppo IED e le realtà creative, imprenditoriali e istituzionali locali di altre città . Se, per esempio, a Firenze l’Istituto collabora con Pitti, nel capoluogo lombardo dialoga con la Milano Fashion Week, la Milano Digital Week e PianoCity, per citare solo alcuni appuntamenti.
In foto Benedetta Lenzi