Dario Fo e il suo legame con Reggio Emilia. E una nota su Dylan no?

Dario Fo_1991_003L’educazione, insieme con la partecipazione, aveva un posto speciale nel cuore e nella mente di Dario. Conosceva molto bene le nostre Scuole dell’infanzia dove il ricordo più affettuoso, ammirato e riconoscente, risale alla visita che Dario fece alla ‘Diana’ nel 1999, quando, seduto in mezzo ai bambini, eseguiva disegni su richiesta, soprattutto di cavalli e di ballerine, che poi distribuiva ai bambini. Partecipò nel 2003 al convegno Progettare il futuro e nel 2008 a Bao’bab progetto di scrittura rivolto alla scuola e al progetto I Reggiani, per esempio; nel 2010 a Fuori gioco alla violenza happening contro la violenza e il razzismo nello sport.

C’è poi il Dario di oltre 60 anni di teatro: una sequenza travolgente e sacrosantamente irriverente tra i teatri Municipale e Ariosto.

Il 14 ottobre 1953 al teatro Ariosto viene rappresentata la rivista Il dito nell’occhio della Compagnia Dario Fo, Franco Parenti e Giustino Durano, che era stata rappresentata per la prima volta nel giugno precedente al Piccolo Teatro di Milano. Era il primo testo teatrale scritto da Dario Fo e sulla cronaca locale viene presentato come: “ …spettacolo di nuovo genere, che ha fatto scalpore nei grandi teatri del nord Italia”.

Da allora, praticamente tutta la produzione di Dario Fo è passata sulle scene reggiane: da Chi ruba un piede è fortunato in amore a Ci ragiono e Canto, manifesto di una nuova stagione musicale e teatrale; da Mistero Buffo a Mamma! I Sanculotti! e a Johan Padan a la descoverta de le Americhe, prodotto nel 1991 a Reggio Emilia, che segnò non solo il ritorno di Fo al teatro della nostra città, ma anche, dopo una quindicina d’anni di assenza, il suo ritorno in assoluto a uno spazio teatrale tradizionale, dopo aver disdegnato a lungo ogni teatro perché divenuto ‘troppo borghese’. E riempì il Municipale, anche nell’incontro-dialogo con il pubblico al pomeriggio.

Da ricordare infine, dal 1968, il fruttuoso sodalizio artistico tra Dario Fo e l’attore e regista reggiano Auro Franzoni, che portò fra l’altro alla messa in scena di Grande pantomima con pupazzi piccoli e medi.

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