Quaranta milioni dalla Regione Emilia-Romagna per aiutare i Comuni a risanare le case popolari. E’ il contenuto economico del bando che utilizza fondi ricevuti dal governo per recuperare gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Una “risposta concreta e efficace” stando alle parole della vice presidente della giunta regionale Elisabetta Gualmini, che si è detta “preoccupata dall’estemporaneità e faciloneria con cui chiunque si sente titolato a proporre ricette e soluzioni per tamponare qua e là l’emergenza abitativa. La gestione improvvisata ed emotiva delle politiche pubbliche, le dichiarazioni in ordine sparso, le proposte occasionali sono il segnale di una società in profondo declino. Speriamo che la tendenza si inverta”.
A Bologna, dove in questi giorni è arrivata la proposta di un’istruttoria pubblica sugli alloggi sfitti (appoggiata anche dalla Cgil) i nuovi finanziamenti si tradurranno nella ristrutturazione energetica di circa 200 appartamenti (negli stabili in via Gandusio 6,8, 10 e 12, in via Rossano Marchioni 2 e in via Pisano 3) per un contributo regionale di 7,5 milioni. Altre 140 case che hanno bisogno di interventi da 4 a 15 mila euro per tornare abitabili, sparse su tutto il territorio, da via Agucchi a via Marco Polo, da via Zanardi a via Polese. Per rimettere a disposizione questi 340 appartamenti, Bologna conta così su un finanziamento di 9 milioni dei 40 totali, se il governo approverà il piano che Palazzo d’Accursio ha già predisposto. Il Comune mette di suo 1,3 milioni. Ad oggi, gli alloggi Erp in Emilia Romagna sono 56.282, a fronte di 34.251 famiglie iscritte nelle graduatorie.
“In questo modo – ha spiegato la Gualmini – la Regione mette a disposizione risorse vere per il recupero e il miglioramento dell’Erp“. I contributi vanno da 4mila a 50mila euro per alloggio, entro il 18 settembre arriverà l’ok.