Dal modello renziano a quello reggiano: parla Andrea Costa

Parla il segretario provinciale del Pd Andrea Costa (qui in un’immagine rivierasco-meditativa): “da noi hanno prevalso il dialogo e la capacità rappresentativa del partito”. Ma anche a Reggio, dove seppure hanno prevalso i sì, scatta la resa dei conti tra correnti

napolitano-renzi-boschi-616867“Il voto è stato trasformato in un voto politico e ha esulato, almeno in parte, dal merito della riforma”, dice il segretario provinciali del Pd Andrea Costa, all’indomani della clamorosa vittoria del No, in termini percentuali, che ha portato alle dimissioni, per ora congelate, del premier Matteo Renzi. “Il dato dell’affluenza è positivo – commenta Costa -.  Ho apprezzato il discorso post voto di Matteo Renzi, l’ho trovato molto serio e onesto. Il Pd indubbiamente, a livello nazionale, ha perso in modo importante.

A me non interessano i promotori del fronte del No, mi interessa quel popolo che ha votato in quel 60%. Probabilmente ci sono persone che non si riconoscono nelle stesse opinioni politiche, ma che hanno gli stessi disagi”. A Reggio si è registrato un dato in controtendenza con i Sì a superare i No. “Qui il Pd prende il 52% – ricorda Costa -. Nonostante fosse solo e, anzi, alcuni pezzi della propria comunità fossero posizionati sul No, il Partito democratico ha ottenuto la maggioranza assoluta. Segno che i cittadini ci hanno dato ancora una volta il mandato politico di rappresentarli”. E aggiunge: “ Qui lo sforzo del dialogo, del confronto lo abbiamo praticato costantemente e il risultato credo che sia conseguente a questo sforzo.

Se il Pd dimostra di voler essere un partito largo, una grande casa, accogliente, dove ci si può ritrovare, discutere e nessuno si sente a disagio, i cittadini ci seguono”. Dove ha sbagliato Renzi? “Credo che molteplici fattori abbiamo portato alla dimensione del No che abbiamo visto – risponde il segretario dem -. La gran parte penso siano riconducibili al disagio. La mamma che ha il figlio che non trova lavoro non ha votato Sì, perché il voto è stato trasformato in un voto politico”. In casa Pd, dopo l’aspra e lunga campagna elettorale che ha visto big del partito, come Pierluigi Bersani, schierarsi col No, ci sono cocci da raccogliere.

“Credo che il Pd debba ripartire dai 13 milioni di voti che comunque ha preso domenica – dice Costa -. Bisogna fare una discussione seria al nostro interno, non anteponendola agli interessi generali del Paese. Prima di tutto capiamo quello di cui ha bisogno il Paese e vediamo che cosa ci sarà chiesto dal presidente Mattarella. Nel Pd c’è del lavoro da fare, altrimenti non saremmo in questa situazione”. La ricetta per “ricucire” nel Pd sta nel modello reggiani: “Dobbiamo fare in modo di unire questo partito – conclude il segretario reggiano -. Quando dicevo che a Reggio lo sforzo del dialogo lo pratichiamo quotidianamente e i risultati si vedono, non lo dicevo a caso. Qui l’idea di un partito unito ce l’abbiamo da sempre in testa, uniti si vince”.

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