Un episodio simile era già accaduto a Reggio in estate ma si era concluso tragicamente, con la morte dell’uomo che avrebbe dovuto lasciare la sua casa. Questa volta è andata meglio ma il problema sociale che ne emerge è drammatico nonostante le rassicurazioni dell’assessore al Welfare, nonché vicesindaco Matteo Sassi.
Un uomo infatti, il 56enne Fabrizio Giannuzzi, ha minacciato a lungo di farla finita urlando la sua rabbia dal tetto di un’abitazione di via S.Ambrogio a Casale di Rivalta. Un’abitazione comprata dal figlio poi morto in un incidente ma che il padre e la madre (ex gestori di una pizzeria e con altri due figli) non aveva ancora finito di pagare. Aveva versato 150mila euro ma ne mancavano altri 30mila per andare a rogito. Ma il fallimento dell’impresa costruttrice ha impedito alla famiglia di finire di pagare e la banca, che aveva l’ipoteca sull’appartamento in quanto creditrice nei confronti dell’impresa costruttrice, avrebbe venduto la casa a un altro costruttore che avrebbe alla fine imposto lo sfratto al malcapitato.


Solo l’intervento dello stesso Matteo Sassi e delle forze dell’ordine, gli uomini della polizia nello specifico, assieme all’avvocato di famiglia Marcello Fornaciari ha permesso di risolvere la situazione. Con la banca che avrebbe prorogato lo sfratto. Ma resta una casistica drammatica e una legislazione nel settore fortemente penalizzante per chi sta cercando di acquistare casa e, causa il fallimento altrui, rischia di perdere tutto.