Bisognava aspettarselo.Il sindaco facente funzione Ugo Ferrari aveva sospettosamente preparato il campo con una serie di comunicati sulla “risparmiosità” della sua giunta nonostante le forze fresche arrivate in comune a sostituire i “romani” al seguito del ministro Graziano Delrio e sulla nuova infornata di contratti a tempo indeterminato a rinforzare le “esigue” fila dei dipendenti.
Dopo la carota, è infatti pronta una signora bastonata. Il nostro comune capoluogo infatti è tra quei 1989 enti locali che hanno già deciso di aggiungere un tributo locale all’Irpef, aumentando le aliquote dell’addizionale dell’anno scorso. Reggio Emilia ha però fatto la scelta di più aliquote a seconda del reddito, con esenzione fino a 15mila euro lordi annui e lo 0,80% di prelievo oltre i 75mila.

La stangata delle addizionali è dunque pronta ad abbattersi sui cittadini chiamati in soccorso per riempire le vuote casse municipali, private della prima rata Imu e ormai anche della seconda. Sindaci eletti o reggenti, la musica non cambia: gli amministratori provano a far quadrare i conti in questo modo in attesa dei rimborsi dell’imposta sulla casa. In caso di aliquote differenziate, si dovrà fissare i medesimi limiti di reddito già stabiliti per l’Irpef: fino a 15mila euro, da 15 a 28, da 28 a 55, da 55 a 75, oltre i 75mila.