Crisi, 30 tavoli aperti in Toscana, ma nel Paese crescono fatturati e ordinativi industriali

Firenze –  Sono 8.799 lavoratori, gran parte nell’industria, che in Toscana si trovano a fare i conti con la crisi. I dati giungono dall’unità di crisi lavoro della Regione: dal 1 aprile al 15 luglio 2017 sono stati aperti 30 ‘tavoli’, per altrettante vertenze aziendali. I posti di lavoro a rischio, nel complesso, sono 7.572. La parte del leone, con il 92% dei casi,  la fa l’industria, mentre una percentuale minima riguarda commercio, trasporto e magazzinaggio, agricoltura, informazione e comunicazione e altre attività di servizi. Nel 43% dei casi si tratta di aziende fra i 51 e i 250 addetti, per il 30% di aziende sopra i 250 e mel 27% dei casi aziende fra i 16 e i 50 addetti. Nel 53% dei casi le aziende coinvolte sono gruppi o aziende con stabilimenti anche fuori regione.

A fronte della perdurante crisi lavorativa, giungono i dati nazionali per quanto riguarda l’industria, diffusi dall’Istat: rispetto al fatturato, a maggio emerge  “un significativo” aumento rispetto ad aprile, +1,5%, che porta il dato annuo (cifra corretta per gli effetti di calendario) al +7,6%, la crescita più alta da dicembre scorso. I risultati definiti “ampiamente positivi” dall’Istat, riguardano anche gli ordinativi, che segnalano un +4,3% sul mese e +13,7% (in termini grezzi) su base annua. Per trovare un balzo maggiore delle commesse, sottolinea la nota, occorre tornare indietro ad agosto del 2016.

 

 

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