Criminalità di strada, a Firenze 103 episodi a marzo

Calleri, Fondazione Caponnetto: “I primi colpiti sono i poveri”

Firenze – In città , nel mese di marzo 2025 sono ben 103 gli atti di microcriminalità nei vari quartieri fiorentini, registrati dalla Fondazione Caponnetto, che oggi, lunedì 31 marzo, li ha resi noti in un incontro con la stampa. La criminalità di strada colpisce duro (ma si tratta di una conferma) nel centro storico. “Le spaccate sono distribuite in quattro quartieri su cinque. L’unico dove se ne registrano poche è il quartiere tre (Galluzzo-Gavinana). Un aumento è stato registrato nel quartiere due (Campo di Marte), dove anche stanotte ce ne sono state altre. I quartieri quattro (Isolotto-Legnaia) e cinque (Rifredi) preoccupano per gli atti predatori all’interno dei supermercati in cui si muovono dei gruppi organizzati”, illustra Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto, a margine della conferenza stampa.

Il presidente spiega che ormai il problema ha preso due derive molto inquietanti: da un lato, la violenza è cresciuta, in particolare fra giovani e giovanissimi, nel periodo del dopo COVID, dall’altro, la diffusione di armi bianche è arrivata a livelli un tempo impensabili proprio fra gli adolescenti. “Siamo giunti al punto che una spallata anche involontaria, una parola di troppo anche fra amici, può innescare la tragedia”.

La responsabilità di questo nuovo corso? “Servirebbe a monte un maggiore controllo da parte delle famiglie – dice il presidente che è anche consulente della Commissione parlamentare antimafia – senza dimenticare il ruolo della scuola, in cui svolgiamo attività formative ma che dovrebbe riuscire a rimettersi “in contatto con i ragazzi”. Anche perché – aggiunge Calleri – il fenomeno è trasversale; non ci sono più disagiati o meno, rampolli “bene”e figli di disgraziati. La soluzione violenta è ormai nella testa e nella disponibilità di tutti”. Basti pensare, appunto, alla diffusione delle armi bianche, spesso acquistabili in rete.

Violenza, che non risparmia nessuno a nessun livello. Un esempio per tutti , la vicenda di Marco, il libraio delle Cure, che, dopo aver ricevuto grazie alla solidarietà cittadina, aiuto dal Comune, ha visto perire in un incendio i libri usati che vendeva nel sottopasso.

Il presidente, citando il suo caso, ha espresso solidarietà al libraio senza fissa dimora “per quel brutto episodio che ha subito e che ci insegna una cosa: che i poveri sono vittima della criminalità, essere povero aumenta il rischio di essere vittima”.

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