L'indagine, condotta su di un campione di imprese artigiane, è stata presentata oggi dal presidente e
dal direttore di Cna Toscana Valter Tamburini e Saverio Paolieri. E al di là della percezione degli imprenditori locali, i dati “cantano” chiaro: l'83% delle imprese selezionate, spiega la nota, ha dichiarato di aver avvertito una riduzione del flusso di credito dalle banche negli ultimi cinque anni e secondo il 52% del campione tale stretta è stata superiore al 25%. Inoltre il 40% delle imprese che hanno fatto domanda di finanziamento ha trovato difficoltà nel veder accolta la propria richiesta. Le difficoltà a ottenere credito costituiscono uno dei più gravi elementi per la vita delle imprese, che non è quantificabile solo in termini temporali ristretti, ma incide anche in una prospettiva di di medio lungo periodo, propiziando una condizione sempre più forte di fragilità e rischio. Significative le ragioni che spingono le imprese a richiedere un finanziamento: il 45% sono imputabili al bisogno di liquidità e alle difficoltà aziendali contingenti, ma vi è anche una discreta componente di fattori (55% del totale) che sono legate alla volontà degli imprenditori di investire per rinnovare e far crescere la propria azienda. Tra gli ostacoli frapposti alla richiesta di credito “negato” dagli istituti bancari, tre sono le dimensioni principali emerse dall'analisi di Cna: difficoltà del sistema bancario , riduzione del rating e relativa impossibilità per le banche ad esporsi con ulteriori prestiti; inasprimento delle garanzie richieste e procedure gravose e complesse, cui conseguono, ad esempio, tempi di attesa troppo lunghi per ricevere una risposta dalla banca e la richiesta di garanzie (ad es. ipoteche patrimoniali o garanti) che implicano un aggravio di tempi e di costi per l’azienda; costo del denaro troppo elevato (e relativo aumento degli interessi).
Un altro dato non trascurabile è la tipologia del campione esaminato da Cna: l'indagine ha preso in considerazione un campione di aziende rappresentative di tutti i principali macro- settori economici (manifatturiero, costruzioni e servizi) e di tutte e 10 le province toscane. Si tratta di un campione qualificato, che attiene (intenzionalmente) a una piccola impresa evoluta e strutturata, parte essenziale su cui poggia il sistema produttivo regionale: il 45% delle imprese intervistate corrispondono a società di capitali, mentre il 42% ha più di 10 addetti. Per quanto riguarda la base imprenditoriale, il campione preso in esame corrisponde a titolari e soci nel pieno del proprio ciclo di vita imprenditoriale (tra i 40 e i 50 anni), con una quota significativa di donne (40%) e, nel complesso, con un titolo di studio relativamente elevato: il 57% con diploma ed il 26% con laurea o titolo superiore.
Cna riporta anche i dati “particolari” che danno il quadro della situazione: per fare alcuni esempi, è del -2,7% la flessione, su base annua, dei prestiti già a metà del 2013; il settore più colpito è stato il manifatturiero con -4,8% a giugno 2013, ma risultano negativi anche i dati rilevati per le costruzioni -2.7% e i servizi -2,2%. Interessante anche il dato che riguarda le forme tecniche: a giugno 2013 anche le aperture di credito in conto corrente, che a fine 2012 segnavano una leggera crescita, sono tornate al segno meno: -6,8%.
Soluzioni? Cna ritiene che una soluzione alla stretta del credito può essere data dai consorzi di garanzia, “che sono tuttavia uno strumento ancora molto sottovalutato dalle banche che solo nell'8% dei casi hanno promosso o messo a conoscenza l'impresa cliente di questa possibilità”. Sull'altro lato della barricata, per quanto riguarda il campione di imprese artigianali preso in esame, oltre il 90% è a conoscenza dei Confidi e 4/5 di coloro che li hanno utilizzati hanno dato un giudizio positivo.