Firenze – L’eccellenza degli interventi era fuori discussione, stamattina, all’appuntamento, organizzato dal Coordinamento toscano per la democrazia costituzionale, incentrato sulle ragioni del no al prossimo referendum sulle riforme della nostra Carta fondamentale: dalla politologa Nadia Urbinati, ai costituzionalisti Stefano Merlini e Claudio De Fiores, a Laura Barile, docente di letteratura italiana all’Università di Siena che ha portato una preziosa testimonianza in cui si “incrociano” Paolo Barile e Calamandrei, all‘ex-procuratore, attuale presidente dell’Anpi, Ubaldo Nannucci, fino al filosofo del diritto Luca Bacelli, allo storico dell’arte Tomaso Montanari a Pancho Pardi, fino ai ragazzi del collettivo del liceo Pascoli, a Francesca di Radio Cora, a Silvano Sarti, partigiano e presidente onorario dell’Anpi, agli organizzatori, il dibattito è stato poliedrico, sfaccettato, senza mai conoscere un momento di “caduta”. I coordinatori dell’associazione Francesco Baicchi e Augusto Cacopardo, rispettivamente regionale e fiorentino, aprono e chiudono la lunga cavalcata nelle ragioni del no.
Ma è il tema “Costituzione” ad affascinare i cittadini e a coinvolgerli: sala strapiena, attenzione alle stelle. Non solo: il vero dato, quello politico, quello su cui sarà importante fare “la tara” quando si giungerà al referendum, è la diversità di estrazione della gente presente oggi; al di là di “gufi e professoroni”, quel popolo della società civile su cui la riforma della Costituzione si scaricherà in modo non evidente forse, ma estremamente concreto, era tutto presente.
