Cooperative toscane, un quarto lavora nelle aree interne

Trazione femminile, il 50% degli occupati è donna

Firenze – I numeri emersi ieri nel corso dell’assemblea di Confcooperative Toscana, dal titolo “Una buona regione per cooperare”, che si è svolta all’Indigo Hotel di Firenze, sono molto significativi: un quarto delle cooperative toscane lavora nelle aree interne, portando avanti progetti che sono allo stesso tempo economici, sociali, culturali e contrastando desertificazione dei servizi e spopolamento; tra gli occupati le donne sono oltre il 50%, a conferma della trazione femminile del settore.

Durante l’evento sono state rinnovate le cariche delle federazioni dell’associazione, con tre donne su sei a guidarle. Sono stati eletti presidente Massimo Nucci per Fedagripesca Toscana, Francesca Farolfi per Federsolidarietà Toscana, Lorenzo Giuntini Confcooperative Lavoro e Servizi Toscana, Francesca Caderni per Confcooperative Cultura turismo e sport Toscana, Alessandro Tatò per Confcooperative Habitat Toscana, mentre Anna Batini guiderà il coordinamento Confcooperative Sanità.

I nuovi presidenti di federazione hanno “interrogato” il presidente della Regione Eugenio Giani, la vicepresidente Mia Diop, gli assessori regionali Alberto Lenzi (Lavoro) e Cristina Manetti (Cultura, Turismo culturale e Pari opportunità) e il sottosegretario alla presidenza della Regione Bernard Dika su sei parole chiave: tempo, benessere, identità, competenza, rigenerazione e opportunità

L’assemblea è stata aperta dai saluti di don Giovanni Momigli, direttore dell’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro della Diocesi di Firenze, dell’assessore al Welfare del Comune di Firenze, Nicola Paulesu, della presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, del portavoce delle opposizioni nell’assemblea toscana Alessandro Tomasi e del deputato al Parlamento europeo Francesco Torselli.

Il presidio nelle aree interne – Andando per punti, i dati emergono dalla ricerca di FondoSviluppo, attivata da Confcooperative Toscana, sullo stato di salute del settore, che prende in esame il periodo 2019-2025. E i dati non lasciano dubbi: la cooperazione è un baluardo contro la desertificazione dei servizi e lo spopolamento. In particolare, le cooperative di tipo A (principalmente orientate all’erogazione di servizi socio-sanitari ed educativi.) e B (che svolge in generale un’attività economica funzionale all’inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati) rappresentano insieme il 24,2% della presenza in queste zone: ovvero, una cooperativa su quattro opera qui. Tra queste realtà – senza le quali migliaia di cittadini rimarrebbero privi di servizi essenziali – spicca il ruolo leader delle cooperative di comunità, presenti quasi all’80% nelle aree interne.

Il ruolo delle donne – La cooperazione si conferma il settore a più alta intensità di lavoro femminile. Le cooperative “rosa” (guidate da donne) sono cresciute fino al 23% del totale regionale, ma è il dato occupazionale a impressionare: il 52% della forza lavoro totale di Confcooperative Toscana è composto da donne, che nella base sociale pesano per il 42,3%, mentre le presidenti crescono ma sono sempre in minoranza, fermandosi al 28% circa.

Trasformazioni del sistema – L’analisi dei dati rivela una profonda trasformazione strutturale del movimento cooperativo in Toscana: tra il 2019 e il 2025, il numero di cooperative attive ha subito una contrazione del 31,3%, passando da 3.456 a 2.372 unità stimate. Non si tratta tuttavia di un semplice declino, ma di un processo di “ripulitura” e razionalizzazione del mercato. La selezione naturale ha colpito duramente le micro-imprese meno strutturate, lasciando spazio a un sistema che, seppur numericamente più esiguo, appare oggi più solido, resiliente e capace di generare massa critica. Nonostante la forza dei dati, resta però l’allarme per il crollo delle cooperative giovanili, scese dal 4,7% al 2,2%. Un segnale sul quale rispetto al quale si rendono necessari interventi urgenti.

“Malgrado le difficoltà generalizzate del settore, le nostre cooperative mostrano anche segnali in controtendenza rispetto ad una serie di temi sociali che caratterizzano il paese – ha detto il presidente di Confcooperative Toscana, Alberto Grilli – e oggi più che mai siamo presidio in quelle zone di frontiera, geografica e sociale, dove altri non arrivano. Garantiamo alti livelli di occupazione femminile e riusciamo davvero ad integrare i migranti attraverso il lavoro. Adesso abbiamo bisogno di costruire un passaggio di testimone, intervenendo sul dato che riguarda i giovani, per assicurarci che i nostri servizi alle comunità proseguano grazie al ricambio generazionale”.

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