D come danza, D come donna. E questa donna, con l’energia vulcanica che la caratterizza, si chiama Erica Brindisi. Originaria di Foggia, vive a Fidenza e lavora a Reggio Emilia come avvocato presso il CSV DarVoce. E la danza per lei è diventata, oltre che una passione, un potente strumento che le permette di convivere e lottare contro la sclerosi multipla.
Un passione così grande che nemmeno la malattia ha potuto fermare. Tant’è che tre anni fa ha dato vita a “SMania di vivere – Spettacolo di Teatro Danza sulla Sclerosi Multipla”, dove mette in scena – con grande coraggio – sé stessa e la sua malattia, danzando con l’ausilio di una stampella.
SMania di vivere sarà in scena mercoledì 11 settembre, a Reggio Emilia, al parco di Legnolandia in via Cecati per sostenere AISM, l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla.
Ma lasciamoci raccontare dalla viva voce di Erica qualcosa di più su di lei e sull’evento.
Quando nasce la passione per la danza?
Ho iniziato lo studio della danza classica all’età di sei anni. Con il passare degli anni mi sono avvicinata alla danza jazz, contemporanea ed al teatro-danza, stile che sento tutt’ora più vicino al mio modo di comunicare con il corpo.
La scoperta della malattia, come ha cambiato il rapporto con la tua passione per la danza?
All’inizio credevo di voler abbandonare tutto anche perché pensavo di non riuscire più a mantenere un buon livello. La paura di non poter essere più precisa nei movimenti aveva preso il sopravvento, ma la passione è più forte di tutto. Pian piano ho capito che anche un corpo non al 100% può avere qualcosa da dire e ho ripreso a studiare.
SMania di vivere: cosa significa per te questo progetto?
SMania di vivere è nato dopo questo processo interiore. Lo dico anche nello spettacolo: vincere non è guarire, ma accettare e rimodulare la propria vita ed anche capire i propri limiti che, a volte, può sembrare strano, possono essere anche una ricchezza.
Cosa vedremo sul palco l’11 settembre?
Lo spettacolo vuole raccontare le fasi che io ho attraversato: dalla scoperta della malattia all’accettazione ed alla “vittoria” sulla malattia. Sul palco ci siamo solo io e una stampella, che è un ausilio che, purtroppo, ho utilizzato nelle fasi acute della malattia.
Ricordiamo che lo spettacolo vede la partecipazione del musicista Giuse Rossetti, compagno di Erica, regista, autore dei testi e delle musiche, la voce narrante di Federica Giglio. L’iniziativa è inserito all’interno di “Oltre ogni limite, serata organizzata da numerose realtà reggiane che prevede un biglietto di ingresso di 3 euro, per sostenere l’attività di AISM.
Nel corso dell’evento, si alterneranno spettacoli, concerti ed esibizioni, e sarà presente un banchetto informativo di AISM Young (la sezione giovanile di AISM) di Parma.
Maggiori dettagli sulla pagina Facebook dell’evento
(https://www.facebook.com/events/190247407822263/)
