“Come tu mi vuoi”, il Pirandello di De Fusco è cupo, misterioso ed espressionista

Firenze – Lucia Lavia è protagonista di Come tu mi vuoi di Luigi Pirandello diretto da Luca De Fusco, in scena  alla Pergola di Firenze dal  21 al 26 febbraio.

Come tu mi vuoi è un capolavoro della maturità di Luigi Pirandello, che racchiude tutte le caratteristiche del suo teatro: i temi della maschera, della doppia identità, delle verità multiple, dell’ipocrisia sociale, si stratificano nei personaggi a partire dalla protagonista, indicata con l’emblematico nome de “L’Ignota”, figura sfaccettata e enigmatica interpretata da Lucia Lavia. In scena con Francesco Biscione, Alessandra Costanzo, Bruno Torrisi, Pierluigi Corallo, Alessandro Balletta, Isabella Giacobbe, Paride Cicirello, Alessandra Pacifico, Nicola Costa.

Questa versione  si allontana da ogni connotazione caricaturale dei personaggi per lasciare spazio ad atmosfere quasi cinematografiche, da noir espressionista, e sottolineare la drammatica, solitaria chiusura di tutti, a cominciare proprio dalla figura complessa e misteriosa dell’Ignota, con la ricerca sulla sua identità.

 Non a caso, la scenografia di Marta Crisolini Malatesta si ispira alla galleria degli specchi del film La signora di Shangai di Orson Welles una delle sequenze più famose del cinema noir , e Gigi Saccomandi usa le luci come inquadrature cinematografiche. Vedersi riflessa in quei frammenti restituisce alla protagonista la sua inquietudine fondamentale: l’incubo di non conoscersi.

 Come tu mi vuoi è un dramma scritto alla fine degli anni venti da Luigi Pirandello. Prende lo spunto da un avvenimento di cronaca realmente accaduto tre anni prima quello dello “smemorato di Collegno” che e appassionò l’opinione pubblica per decenni. Pirandello  descrive la protagonista come un’ enigmatica artista che fa cabaret a Berlino, ed è l’amante di Salter, scrittore divorziato. Ma dall’Italia giunge un uomo, che riconosce in lei una donna scomparsa dal Veneto dopo una violenza subita durante la Grande Guerra.  Attratta dall’idea di incarnare una personalità limpida, di liberarsi dalle trasgressioni della grande città, L’Ignota entra nella nuova vita e convince tutti, come se fosse “un corpo senza nome in attesa che qualcuno se lo prenda”: ma si rifiuta di proseguire quando sospetta che dietro alla ricerca della moglie scomparsa possa esserci l’interesse per un’eredità e non un amore sincero.

 “Chi è veramente L’ignota? – si domanda Luca De Fusco nelle note di regia – è Elma, la ballerina – cortigiana del primo atto o Cia la moglie borghese del secondo? È certamente una persona la cui mente è “una stanza piena di gente”, come recita il formidabile libro su un caso di schizofrenia di Daniel Keyes, ovvero “un corpo senza nome”, come dice lei stessa. È anche un animale da palcoscenico, visto che solo nella danza trova espressione di sé. Altro elemento sicuro – aggiunge – è che Elma/Cia vive immersa nel vino e distingue poco i confini tra realtà, sogno, immaginazione, ricordi. Con questi pochi elementi sicuri, siamo partiti per un percorso simile ad una navigazione nella nebbia con pochi fari all’orizzonte”.

Con questo lavoro cupo, misterioso con venature espressioniste il regista Luca De Fusco prosegue nella sua ricerca sul Premio Nobel agrigentino, con l’intenzione di inaugurare un preciso progetto volto a indagare le aree meno consuete del repertorio pirandelliano.

Una produzione Teatro Stabile di Catania, Teatro della Toscana, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Tradizione e Turismo srl – Teatro Sannazaro

In foto, Luigi Pirandello a Roma, 1932, autore sconosciuto, da wikipedia

 

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