Firenze ci “guadagna”, Bologna meno. Si parla dei tagli previsti dal governo nei confronti delle città metropolitane, che per il capoluogo dell’Emilia-Romagna aumentano da cinque milioni di euro a nove. Dopo settimane di tira e molla, i dieci sindaci metropolitani hanno finalmente trovato un’intesa per spartirsi quei 27 milioni di decurtazioni che rischiavano di affossare città come Firenze e Roma. Il balzello per Bologna quasi raddoppia (anche se la stangata iniziale era molto più alta, sui 25 milioni). Trovato l’accordo tra loro, però, i sindaci hanno presentato al governo un pacchetto di proposte per far quadrare i conti, come l’introduzione della tassa di transito negli aeroporti: l’obiettivo è di incassare un euro per ogni passeggero. Se applicata, dal Marconi arriverebbero oltre sei milioni di euro all’anno.
Sui tagli passa così la linea del sindaco di Firenze Dario Nardella che nelle scorse settimane aveva polemizzato proprio con Virginio Merola sulla ripartizione delle risorse. Ora l’accordo: i 27 milioni verranno ridistribuiti tra i sindaci che in cambio chiedono al governo alcuni “sconti” per chiudere i bilanci 2015.
“Di per sé questi tagli non sono sopportabili”, ammette Marco Monesi, assessore metropolitano al Bilancio di ritorno da Roma, dove ha partecipato alla riunione dell’Anci assieme ai colleghi. “Meglio nove, però, dei 25 milioni ipotizzati all’inizio” continua Monesi, che punta sulle altre agevolazioni chieste al governo: “Il nostro è un pacchetto completo che include richieste ben precise, se venissero accettate potremmo farcela”. Per adesso “qualcosa in cassa c’è”.