Mentre il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubbliche ha incollato una guardia del corpo alle calcagna del sindaco Luca Vecchi nei suoi spostamenti in macchina e negli impegni istituzionali, gli investigatori stanno analizzando i contenuti della lettera considerata altamente minacciosa e le modalità nonché i fini per cui è stata scritta e recapitata seppur per conto terzi al sindaco di Reggio.
Innanzitutto la pericolosità; per gli inquirenti infatti i riferimenti presuntamente scritti da Pasquale Brescia, oggi in carcere e in attesa di processo, sarebbero un preciso messaggio a nome di tutta la Cosca e le allusioni alla famiglia, a partire dalla moglie del sindaco Maria Sergio fino ad arrivare ai figli, una sorta di avvertimento.
Poi lo scenario ipotizzato nella lettera con la descrizione di circostanze e incontri tra il sindaco e persone che si riveleranno poi in odore di mafia, che lascia intendere, nelle parole di Brescia, una sorta di “patto tradito” o meglio, una collaborazione interrotta tra certi ambienti calabresi e l’amministrazione comunale reggiana. Avvertimento nell’avvertimento, il titolo della missiva: Prima puntata.
D’altronde lo stesso primo cittadino di Reggio, nella sua autodifesa in sala Tricolore dopo le critiche sulla vicenda della casa di Masone, aveva fatto un preciso riferimento politico-temporale: sono, siamo sotto attacco perché la mia amministrazione e quella Delrio hanno voltato pagina sul fronte dell’espansione edilizia.
Insomma un altro capitolo inquietante nel mezzo di una stagione di veleni ed alla probabile vigilia dello svolgimento della parte dibattimentale del processo Aemilia proprio a Reggio. Nel frattempo, dopo l’appello di Luca Vecchi alla città di stringersi contro la malavita, continuano a piovere sul suo tavolo tantissimi messaggi di solidarietà, ultimo dei quali quello del presidente provinciale Giammaria Manghi assieme a tutti i sindaci della provincia.
L’associazione Libera terrà un corteo antimafia a Reggio il prossimo 21 marzo.