Carraresi vota a favore di Rossi: bagarre nell’Udc

Non può che definirsi una scelta coraggiosa. Si tratta della scelta del consigliere regionale Marco Carraresi che, votando a favore della risoluzione presentata dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, si è messo contro una parte del suo partito. Carraresi, Udc da sempre, non ha esitato ad alzare la mano a favore della maggioranza di centro-sinistra nella votazione d'aula in Consiglio regionale. Con essa il Governatore toscano, va precisato, non ha solo proposto un rimpasto di Giunta, ma anche un masggior dialogo fra Consiglio e Giunta regionale. Dialogo che comporterà maggiori poteri decisionali per l'assemblea legislativa toscana. Giuseppe del Carlo, capogruppo Udc a Palazzo Panciatichi, si era invece espresso contro il Governatore, contestando un rimpasto in prossimità della scadenza della Legislatura.

Carraresi ha motivato la sua scelta di dire sì al rimpasto di Giunta con quella che ha definito come una naturale apertura del Governatore Rossi al centro. La scena politica italiana è profondamente mutata, secondo il consigliere regionale, con l'avvento di Renzi a Roma. Le linee demarcatorie fra destra e sinistra si sono sfumate al centro. Per questo Carraresi ha votato a favore del "patto di fine Legislatura" proposto da Rossi. L'apertura di Rossi al centro, evidente nell'accontamento di Stella Targetti a favore di Stefania Saccardi, renziana di ferro, è sintomo dei venti politici che vanno cambiando, anche nella rossa Toscana. Per Carraresi il rimpasto proposto dal presidente della Regione fa presagire nuove prospettive che, con una maggiore collaborazione fra Giunta e Consiglio regionale, potrebbero portare grandi benefici ad una regione che ha bisogno di profondi rinnovamenti.

Insomma, Carraresi non le ha mandate a dire e, con coraggio, si è schierato contro parte del suo stesso partito. Il consigliere regionale toscano, d'altra parte, non è nuovo a prese di posizione personali che esulano dalle linee guida dettate dal partito a livello nazionale. All'indomani della scelta di Pierferdinando Casini di traghettare l'Udc nuovamente nelle mani di Berlusconi, Carraresi aveva infatti deciso di contestare la posizione del capo del partito. E, c'è da crederci, a Roma qualche membro del suo stesso partito avrà apprezzato il suo intervento, dato che alla Segreteria dell'Udc è stato eletto Lorenzo Cesa.

Ma le scelte coraggiose, si sa, in politica sono percepite come tradimenti. Per questo il segretario regionale del partito, Lorenzo Zirri, ha parlato di "altra linea" scelta dal consigliere regionale, collocandolo di fatto fuori dal partito. Anche Francesco Bosi, candidato dell'Udc per la presidenza della Regione contro Enrico Rossi nel 2010, ha parlato di incoerenza di Carraresi rispetto al patto elettorale sottoscritto con i suoi votanti. Insomma, l'alzata di mano a favore del Governatore ha procurato non pochi grattacapi a Carraresi. Il quale, però, si è detto tranquillo, soprattutto in quanto lo stesso Cesa, con una telefonata, non ha delegittimato la sua decisione.

Resta da capire, adesso, che posizione assumerà il consigliere regionale nei confronti del suo partito. Tutto lascerebbe presagire che il suo futuro sia lontano dall'Udc. Carraresi ha però spiegato di non essere entrato nella maggioranza di centrosinistra, ma di aver voluto votare a favore di un nuovo patto di fine Legislatura. D'altra parte, nonostante il voto contrario di Rifondazione, lo stesso Rossi non ha percepito il suo rimpasto come un'apertura al centro. Insomma: resta da capire se davvero, almeno in Toscana, l'Udc saprà costruire un più forte centro dialogando con il Pd, o se la posizione di Carraresi resterà minoritaria.

Per il momento il consigliere regionale resta nel partito, ma nulla esclude che la spaccatura creatasi all'interno dell'Udc in Regione possa essere strumentalizzata per costringere Carraresi a passare ad un altro gruppo. Dal canto suo, il diretto interessato continua a parlare di apertura ad una fase politica nuova e della sua ferma volontà di rimanere all'interno dell'Udc. Chi sa che, da Firenze a Roma e da Roma a Firenze, non possa davvero crearsi lo spazio per una politica del fare che tanto manca ed è mancata, in Italia come in Toscana.

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