Carcere, l’inferno che toglie la dignità e la vita, oltre 40 suicidi dall’inizio dell’anno

Tappa fiorentina per la maratona oratoria dell’Unione Camere Penali

Firenze – Tappa fiorentina, per la maratona oratoria che l’UCPI ha organizzato su tutto il territorio nazionale per mettere al centro dell’attenzione il problema delle condizioni in cui giacciono le carceri italiane. Del resto, ormai l’inferno trabocca dalle mura e i numeri sono sotto gli occhi di tutti: oltre 40, i suicidi in carcere dall’inizio dell’anno. Ad ora, dalla politica, oltre alla mobilitazione delle opposizioni sulla misura della “liberazione anticipata speciale”, che ha ben poche speranze di passare, la prossima settimana, quando è in calendario alla Camera il 24 giugno, non arrivano risposte. In realtà, una risposta è arrivata;  il Gruppo d’Intervento Operativo (GIO) della Polizia Penitenziaria, istituito nel maggio 2024 e presentato dal sottosegretario Del Mastro.

Ma stamattina, davanti al Palazzo di Giustizia, il punto era tutto sulla mattanza dei suicidi (4 in ventiquattrore negli ultimi giorni) e sulle condizioni dei carceri. Perché questo, come hanno puntualizzato i vari avvocati che hanno preso la parola (la maratona, iniziata alle 9, si protrarrà fino alle 16) concretizza quell’incrudelimento della pena che è contraria ai nostri principi giuridici e costituzionali. In altre parole, come dicono dall’Unione Camere Penali Italiane, che ha sempre inviato segnali d’allarme alle istituzioni, il costante aumento del sovraffollamento in carcere e il peggioramento conseguente delle condizioni in cui si trovano a vivere, incide su un diritto fondamentale e d elementare, ovvero quello alla “dignità umana”. Punto dirimente ed agghiacciante, è che questa privazione della dignità umana avvenga ad opera dello Stato, per cui, dicono dall’UCPI; “non solo è certamente illecita, ma appare assolutamente inaccettabile, poiché i diritti fondamentali rappresentano i principi supremi  dell’ordinamento costituzionale e qualificano essi stessi la struttura democratica dello Stato”.

Una posizione che a Firenze ha avuto un testimone d’eccezione, il presidente della sezione Gip del Tribunale Antonio Pezzuti, che ha dichiarato: “Tutti i giorni firmo un provvedimento di carcerazione, e sono consapevole di mandare tutti i giorni una persona all’inferno”. Il presidente Pezzuti continua dicendo che è impossibile continuare in queste condizioni e che il problema dei detenuti e delle loro condizioni , nell’agenda politica, è evidentemente assente.

Il punto emerso dai vari interventi verte anche su temi come l’indulto o, appunto, la liberazione speciale anticipata. Purtroppo, come spiega l’avvocato penalista Sauro Poli, già ospite delle nostre pagine (https://www.thedotcultura.it/pdl-bisa-se-il-problema-casa-diventa-solo-una-questione-dordine-pubblico) il problema è che prendere provvedimenti, pur doverosi, di questo tipo non è popolare, in altre parole, non attira consenso. E la politica sembra molto sensibile a queste sirene, più che alle condizioni dei detenuti. Del resto, le soluzioni possibili contemplano anche e innanzitutto, un ripensamento totale del sistema dell’esecuzione penale italiano.

Infine, dice Poli, “non possiamo dimenticare ciò che ha fatto don Vincenzo Russo, cappellano di Sollicciano per oltre vent’anni, che nel 2022 ebbe la bella idea di raccogliere e ci riuscì (cosa inaudita e mai avvenuta prima), 300 firme di detenuti, per la stragrande maggioranza stranieri, che denunciavano le condizioni insopportabili in cui erano costretti a vivere. Non si trattò di una denuncia generica, ma di un documentato, documentatissimo esposto di quotidiane violazioni del regolamento e dell’ordinamento penitenziario. A distanza di due anni, l’unica cosa che è cambiata a Sollicciano è il cappellano. Non è più Vincenzo Russo allontanato non solo da Sollicciano ma da tutti i carceri d’Italia”. L’esposto fu presentato alla Procura della Repubblica, al Tribunale di Sorveglianza, al Garante per i Detenuti e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

All’iniziativa erano presenti anche gli esponenti di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi, fresco di sfida alle recenti amministrative in cui si è presentato come candidato sindaco della Sinistra radicale, e Antonella Bundu, candidata sindaco di Spc alle elezioni precedenti, 5 anni in consiglio comunale.

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