Una cosa è certa: il presidente della Camera di Commercio Enrico Bini si è fatto un’idea precisa delle ragioni all’origine del mancato rinnovo del suo mandato e della candidatura alla presidenza di Stefano Landi. E mai come in questo caso sono più eloquenti i silenzi che le parole. Di sicuro Bini, che si trova fuori città per lavoro, non riesce a nascondere la delusione per le notizie che giungono da Reggio ma pesa ogni parola. Piuttosto ci tiene a rivendicare il lavoro svolto negli ultimi cinque anni, dall’impegno contro le infiltrazioni mafiose al sostegno alle imprese.
“Davvero non lo so come siano andate le cose, – dice al telefono – di sicuro non me lo aspettavo. E’ vero che non è scontato il rinnovo del mandato, ma non avrei mai pensato che andasse a finire così. Non posso dire di vivere bene questa situazione né di lasciare la presidenza a cuor leggero, anche perché in questi cinque anni abbiamo lavorato bene e abbiamo ottenuto risultati importanti”.
Risultati che sono differentemente interpretati delle fazioni che si sono scontrate intorno alla presidenza e che alla fine hanno trovato un sostanziale accordo sul nome di Stefano Landi. Ma su questo punto Bini è fermo: “I risultati ci sono stati eccome: abbiamo dato vita ad una Camera di Commercio all’avanguardia nel panorama regionale e nazionale; abbiamo istituito lo sportello antiracket, abbiamo rinforzato la collaborazione con la prefettura contro le infiltrazioni mafiose, abbiamo immesso nel sistema delle imprese 22 milioni di euro. In questi 5 anni di crisi abbiamo fatto tutto il possibile. Ho la coscienza pulita.”
A proposito dei rapporti con il successore in pectore, Bini assicura che non ci sono problemi di natura personale: “Conosco Landi da tempo e ho molta stima di lui come imprenditore” ma sul cambio al vertice aggiunge: “Mi aspettavo un percorso condiviso”.
Sull’ipotesi di un suo futuro impegno in politica, c’è spazio per un sorriso: “No guardi io ho un lavoro che spero di continuare a fare. Non ho altre ambizioni, nonostante qualcuno si ostini a dire il contrario”.