Nuovi minimi per Landi Renzo, oggi tra i peggiori titoli di tutta Piazza Affari con un calo di oltre il 7,89% a 0,817 euro. Prosegue il trend negativo del titolo, oggi accentuato dalla rottura di quota 0,9 euro.
La caduta del prezzo del petrolio e il profit warning lanciato in occasione della pubblicazione dei dati semestrali sono una miscela esplosiva per il titolo della società attiva nel settore dei componenti e dei sistemi di alimentazione a gpl e metano per autotrazione che da inizio anno accusa una perdita del 25,9%.
Landi Renzo ha chiuso il primo semestre con un fatturato di circa 98 milioni di euro e ha anticipato che l’attesa di ricavi ed Ebitda per l’intero 2015 in linea con il 2014 sia “non facilmente perseguibile” a causa del calo dei prezzi del greggio e dei fattori geopolitici in Asia Sud Occidentale.
La dèbacle del titolo Landi avviene in un contesto di mercato piuttosto complicato: Piazza Affari ha archiviato in netto ribasso una seduta ancora segnata dalle turbolenze sui mercati asiatici.
Le indicazioni sul marcato rallentamento dell’economia cinese continuano a pesare sulle borse mondiali. Oltre alle ombre scure che si addensano su Pechino, dicono i trader, a deprimere gli investitori contribuiscono altri fattori geopolitici: le tensioni fra le due Coree, le elezioni in Grecia e quelle in Turchia.
Il quadro tecnico dei principali mercati azionari mondiali pare definitivamente compromesso rispetto a uno-due mesi fa.
In chiusura, l’indice FTSE Mib ha perso il 2,83%, tornando ben al di sotto di quota 22.000 punti per la prima volta dal 9 luglio scorso, cui era partito il movimento rialzista che aveva spinto il listino milanese oltre 24.000 punti. L’AllShare ha ceduto il 2,78% e il MidCap il 2,55%.