Aaa responsabile marketing di partito cercasi…

Tra i tantissimi dubbi che ci attagliano, noi, solerti lavoratori della parola scritta, stampata e strampalata, ce n’è uno che ogni tanto si ripropone come la caponata: ma come si fa a diventare Responsabile del Marketing per un Partito? Forse siamo in errore nel ritenere che sarebbe una professione ben retribuita – di questi tempi, poco ci manca che paghino a suon di voucher anche i chirurghi in sala operatoria – però, insomma, ci sentiamo di poterci fare conto. E sentiamo anche, con arroganza estrema se vogliamo, che potremmo in fondo in fondo riuscire a fare un lavoro non del tutto disprezzabile, o comunque certamente al livello, tipo fondo oceanico, al quale operano i professionisti presentemente ingaggiati.

Sempre che siano tali, e che invece il marketing non lo organizzi la zia di qualche senatore. Può anche darsi, naturalmente, che siamo in errore – di nuovo, diventa un vizio – ma la promozione delle tessere del PD prendi 50, paghi 25 con sconto dell’intero biglietto di ingresso all’Expo a noi sembra una discreta cantonata. Mai come il design della Arna, per carità, però discreta sì. Il presumere che in un’epoca come questa contrassegnata dalla presenza di tanti franchi e meno franchi (ipocriti? Falsi?) tiratori potesse passare sotto silenzio Web una cosa simile è cosa che ci riempie di stupore. Fossimo in presenza di una massiccia maggioranza, o meglio, di un plebiscito degli amici del PD potremmo anche capire. Ma quando la mossa è così goffa e volgarotta, quando l’opposizione paga fior di quattrini (due soldi, ma c’è gente che si vende per un panino, eh) i cybernauti pronti a rimbalzare per ogni eterico dove le tue cazzate, vere, presunte o inventate di sana pianta, forse che si scateni un putiferio di prese per il culo e di critiche te lo dovresti un po’ aspettare. E se te lo aspettavi e fai spallucce, non è che la situazione sia per questo meno grave; considerato che alla fine sono soldi che in continuazione si cerca di farsi finanziarie mediante ricorso al montepremi pubblico, la cosa fa viepiù imbufalire il povero cittadino, anche quando non è povero ma solo un po’ invidioso. Certo: essere invidioso di certi spettacoli, diventa poi molto molto difficile.

Non si è ancora spenta l’eco dei lamenti dei poveri giaguari smacchiati che alcuni volevano, in barba a qualsiasi considerazione animalista, essere cosa simpatica e buffa da dire, per non tacere del balletto che accompagnava tali sevizie, che già ci riprovano, insomma. Ma questa era solo la punta dell’orribile iceberg. Sotto il pelo dell’acqua, tutto un mondo di Veltroni che fanno il trenino sulle note dei Village People (creato dai ragazzi del Circolo 02PD con tanta ironia e 65 Euro, vedi che avevamo torto, e poi tolto dietro richiesta dei legittimi possessori dei diritti del brano), di meno male che Silvio c’è di Obamiana memoria, di Venditti invenduti che lanciano strali contro la campagna Udc per l’uso libero e gratuito de “Una splendida storia”, di panini e bibite per rinfrancarsi prima, durante e dopo il voto, di storie italiane ed euro calcolatori nelle cassette delle lettere, della Nannini che regala “Inno” a Bersani e di Renzi che rottama tutto perché per il PD vuole un brano dei Muse (forse, “Psycho”?) e tanto, tanto, tanto altro ancora, sempre più pecorecci, sempre più goffi, sempre più pronti ad assecondare le logiche dell’autogol.

Tutto questo, tolta la dovuta tara prezzolata dei sicari Web di regime di cui sopra, a testimoniare della straordinaria sensibilità italiana, a tutti i livelli, nei confronti dell’importanza della comunicazione: efficace, efficiente, soprattutto economica, anzi, tirata via. Non sia mai che ci si decida per affidare una campagna comunicativa a qualcuno capace di fare un simile, difficilissimo, aleatorio mestiere; tipo, un professionista del settore, magari uno serio, con la testa sulle spalle, non uno orientato per questo o quello o presentato dai soliti amici, parenti e creditori di favori. Se poi al contrario dovesse saltare fuori che dietro tutto ciò c’è un serio e professionale disegno teso a puntare dritti al risultato, beh: allora salta fuori che, come al solito, ci siamo sbagliati noi. E il Giaguaro era un colpo di genio ahinoi incompreso.

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