Bologna, raffica di tagli ai servizi sanitari in città e provincia

Cento posti letto in meno negli ospedali, reparti accorpati, consultori familiari e ambulatori di pediatria chiusi e trasferiti

Si annuncia un autunno di tagli per la sanità bolognese. Il “Piano di sostenibilità 2013” presentato nei giorni scorsi dall’Ausl di Bologna ai sindacati parla chiaro. Si tratta di un lungo elenco di servizi che dopo l’estate (stagione in cui le riduzioni temporanee sono prassi) non riapriranno.

In sintesi: cento posti letto in meno negli ospedali, vari reparti accorpati, due consultori familiari e sette ambulatori di pediatria chiusi in altrettanti paesi della provincia e trasferiti in città più vicine.

Sono due i documenti che l’Ausl ha inviato alle organizzazioni sindacali, già sul piede di guerra per l’ ondata di chiusure partita il primo ottobre. Nella prima “si comunica l’opportunità di dimensionare l’offerta di posti letto”. Una razionalizzazione che riguarda l’ospedale Maggiore e quattro strutture della provincia: San Giovanni in Persiceto, Bentivoglio, Budrio e l’ospedale Bellaria. Complessivamente, d’ora in poi si farà a meno di 100 posti letto. In base a uno studio della Cisl, nel 2012 i posti in tutta la provincia di Bologna erano 1.600. A maggio 2013 ci si è fermati a 1.354. Ora, altri 100 posti in meno. In totale, meno 346 posti in due anni.

All’ospedale Maggiore tutti i reparti di medicina spariranno per lasciare spazio a due grandi “aree”, l’area Blu (per i pazienti meno gravi) e quella Rossa. In questo progetto che partirà nei prossimi mesi rientra il piano che accorpa il reparto post acuti (destinato ai pazienti in via di dimissione) e la geriatria: si passa da 58 a 36 posti letto, 22 in meno, a cui si sommano gli 8 letti risparmiati dalla neurologia. In totale si risparmiano 30 posti. Negli ospedali della provincia si elimineranno invece altri 70 posti letto.

La residenza Oleandri, destinata ai pazienti psichiatrici, non riapre dopo la sospensione estiva. Solo cinque dei 18 posti letto saranno trasferiti all’istituto Ottonello, fino a completamento del percorso di confronto relativo al progetto di riordino della psichiatria.

Resteranno definitivamente chiusi anche sette ambulatori vaccinali di pediatria. Molti dei servizi del Dipartimento di cure primarie dell’Ausl, infatti, sono stati accorpati tra paesi o zone limitrofe.

Infine i consultori familiari. A Bologna, i residenti del quartiere Savena diranno addio all’ambulatorio Carpaccio, che sarà accorpato al poliambulatorio Chersich di via Beroaldo. E chiude anche il consultorio di Castenaso, con l’attività spostata a Budrio. Due ambulatori, quello di Marzabotto e quello di San Benedetto Val di Sambro, saranno aperti solo una volta al mese e non più due come prima.

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