Bologna e il mondo dicono addio a Umberto Eco

E’ morto ieri sera a 84 anni uno dei maggiori intellettuali italiani. A Bologna era arrivato nel 1975: docente universitario, aveva fondato il Dams e Scienze della Comunicazione

Umberto Eco è morto ieri sera intorno alle 22.30 all’età di 84 anni. Filosofo, scrittore, docente universitario, era la figura che meglio ha rappresentato l’Università più antica del mondo, Bologna, ed uno tra i maggiori intellettuali e scrittori del mondo e della storia contemporanea italiana.
La notizia è piovuta sulla notte di Bologna e i primi a passarsela di bocca in bocca sono stati gli studenti, quelli a cui Umberto Eco ha dedicato la maggior parte della sua vita. Il nome di Eco era e resterà per sempre legato indissolubilmente all’Alma Mater, da cui aveva ricevuto l’ultimo riconoscimento, il Sigillum Magnum, solo otto mesi fa.
Nelle aule bolognesi era arrivato più di 40 anni fa, quando venne nominato ordinario di Semiotica: era il 1975. Negli anni successivi fondò il Dipartimento di discipline di Arte, Musica e Spettacolo (Dams), poi il dipartimento di Scienze della Comunicazione. Infine divenne presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici. Nella sua ultima intervista spiegava l’addio a quella che chiamava Mondazzoli per prendere La nave di Teseo varata da Elisabetta Sgarbi. Nel suo ultimo tweet, datato lo scorso novembre, Umberto Eco scriveva “c’è un ritorno al cartaceo, il giornale non sparirà almeno per gli anni che mi è consentito di vivere”.Eco einaudi

E proprio i social, nonostante la tarda ora in cui è giunta notizia della sua morte, celebrano il grande intellettuale. Sintetico il comunicato di Bompiani: “Lutto per la cultura, ci lascia Umberto Eco: siamo addolorati”. Molti i commenti di personalità del mondo della politica, della cultura, dello spettacolo. Enorme la quantità di messaggi lasciata da gente qualunque, lettori e studenti formatisi sui suoi libri, che ricordano Eco postando alcune citazioni. La più ricordata è quella che forse meglio rappresenta il motivo per cui uno scrittore non certo facile sia oggi ricordato come una rockstar: “Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni”.
“Ci mancherai, mancherai a Bologna, ci mancherà il tuo ingegno, il tuo spirito, la tua libertà di pensiero, addio Umberto”, è il messaggio del sindaco Virginio Merola. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini lo saluta ricordando un passaggio de Il nome della rosa: “Lascio questa scrittura…”.

A giugno scorso, in occasione di Reunion, il raduno mondiale dei laureati dell’università di Bologna, Eco aveva commentato così il conferimento del Sigillum Magnum dell’Alma Mater. “Non mi resta che imitare i nostri ciclisti vincitori di tappa: ciao mamma, sono arrivato ultimo, saluto gli amici del bar sport”, aveva ironizzato alla cerimonia, avvenuta nell’aula magna di Santa Lucia davanti ai dottori di ricerca appena diplomati. A loro aveva ricordato: “Aspetto solo il momento in cui sia abolito il valore legale del titolo di laurea, così le università migliori saranno premiate”.

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