Firenze – Autobus che non passano, corse che saltano, attese da 30 a 40 minuti alle fermate. Perché? Semplice, rispondono da Cobas Ataf: mancano gli autisti. Ma, dal momento che “sembra paradossale che nel momento in cui ci sarebbe più bisogno da lavorare mancano figure così importanti come gli autisti, la spiegazione è altrettanto semplice: mancano gli autisti perché da anni Ataf non assume più queste figure”.
Il meccanismo dunque, accusano i Cobas, è il seguente: gli autisti verrebbero assunti da Busitalia “e il giorno stesso dell’assunzione li distacca ad Ataf”. Sarebbe poco male, ma, secondo il sindacato di base, i nuovi autisti subiscono una forte disparutà di trattamento, sia per quanto riguarda lo stipendio che le tutele, rispetto agli assunti diretti di Ataf. “Non solo – continuano i Cobas – questa è la migliore delle ipotesi, in quanto esiste nche l’opzione agenzie interinali … in questo caso i lavoratori costano ancora meno”.
“Pochi soldi per fare turni massacranti, senza più intervalli “neanche per pisciare”, per dirla con De Gregori; per lavorare di domenica e di festa, sempre più spesso lontani da casa”. Una casa, ancora, che non è possibile mantenre a Firenze dal momento che la città è troppo cara, così i lavoratori spendono lo stipendio in affitto e benzina.
“L’autobus non passa e non passerà – conclude la nota – finchè il profitto dell’azienda, con lavoratori sottopagati e condizioni di lavoro sempre peggiori, verrà prima del rispetto per l’utenza e del dovere che l’azienda avrebbe nei confronti dei contribuenti”.