Dopo ore col fiato sospeso, la situazione di grave emergenza per la piena dell'Arno a Pisa sta rientrando, anche se, come ha precisato il prefetto di Pisa Francesco Tagliente "resta di massima attenzione''. In città sta calando il livello dell'acqua sotto tutti i ponti che quindi sono stati riaperti al transito. Migliorano le condizioni meteo e il prefetto Tagliente ha dichiarato cessato lo stato di emergenza per il livello raggiunto dall'Arno in città: alle ore 13,30 è finito lo stato di allarme che aveva comportato la chiusura degli uffici pubblici, delle scuole e dell'università e il blocco della mobilità in città. "Il tavolo di coordinamento dell'emergenza aperto in prefettura resterà aperto – ha aggiunto Tagliente – per seguire l'evolversi della situazione e gestire soprattutto le criticità che si stanno verificando nel territorio provinciale''. In provincia di Pisa ancora intorno alle 13, infatti, ben 85 persone risultano evacuate per i disagi del maltempo nei comuni di Peccioli, Pontedera, San Giuliano Terme e Volterra. Nella valle dell'Era è infatti ancora critica la situazione di fiumi e torrenti ed in particolare a Volterra, a Ponsacco il torrente Era ha rotto gli argini in prossimità del centro abitato e l'acqua ha invaso le strade. Il sindaco di Volterra Marco Buselli ha deciso di rivolgere un appello al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e al presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, chiedendo di "non essere lasciato solo": "Vengano a vedere i danni provocati dal maltempo e in particolare il crollo del tratto di mura medievali
Nessun Comune – ha precisato Buselli – potrebbe sostenere le spese per riparare simili danni". Il premier Letta quale ha dichiarato di seguire con apprensione l'emergenza a Pisa e l'emergenza a Roma per la piena del Tevere che si è innalzato di 3 metri in 24 ore. Nella capitale però la situazione sembra stia peggiorando e sono in corso evacuazioni dagli edifici.
L'emergenza continua in Toscana, spiega la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco che sta coordinando, attraverso la propria sala operativa, i soccorsi nei capoluoghi di provincia – a causa delle abbondanti piogge di queste ore. Attualmente le
situazioni più critiche o potenzialmente pericolose riguardano la provincia di Pisa, quella di Livorno e quella di Firenze. A seguito dell'esondazione del fiume Era a Ponsacco, oltre alle squadre ordinarie, sono stati inviati altri uomini e mezzi: tra questi un anfibio, 3 fuoristrada di cui uno con con battello – 8 unità dal Comando di Livorno. Presente sul posto anche un furgone sommozzatori, 1 anfibio ed un fuoristrada. Rafforzati anche gli interventi a seguito dell'esondazione del fiume Cecina, in provincia di Livorno. Infine, in provincia di Pistoia, una frana ha interessato la SS 12 dell'Abetone e del Brennero.
Il Consorzio Lamma della Toscana ha registrato fino a 170 mm i pioggia in 24 ore, nelle zone dell'Appennino lucchese, pistoiese e pratese, arrivando a toccare fino i 200 mm nell'arco delle ultime 36 ore. In particolare sono caduti oltre 100 mm di pioggia, sempre nelle ultime 24 ore, tra le province di Grosseto e Livorno e circa 100 nel Fiorentino. Purtroppo sono previsti ancora piogge, la perturbazione, la seconda di questa settimana, permarrà sull apenisola ancora per altri 5 giorni.
A Cecina, nel livornese, a causa dell'esondazione del fiume Cecina, le chiuse resteranno chiuse domani. Il sindaco Stefano Benedetti, con ordinanza, ha sospeso le attività didattiche a causa delle condizioni di criticità derivanti dalle abbondanti piogge che hanno avuto riflessi sulla viabilità.
A Prato chiusa dal sindaco Roberto Cenni una scuola d'infanzia: l'esondazione dei corsi d'acqua, spiega il Comune, ha reso impraticabili e pericolosi alcuni tratti della rete viaria cittadina. Sempre in provincia di Prato, il letto del fiume Ombrone è in calo e sono stati riaperti i ponti a Poggio a Caiano, mentre è stata compromessa la piena efficienza degli impianti di potabilizzazione e potrebbero verificarsi quindi abbassamenti di pressione e mancanze d'acqua.
Disagi anche nell'Empolese Valdelsa, dove oggi sono rimaste chiuse le scuole a Castelfiorentino, comune in stato di allerta per i livelli del fiume Elsa: evacuata una famiglia e invitata la cittadinanza a limitare gli spostamenti. Allagamenti ci sono stati a Empoli perchè le fogne non sono riuscite a sostenere la quantita' d'acqua, in località Marcignana i campi a ridosso dell'Arno, i cui livelli hanno creato apprensione, si sono allagati e alcuni capanni sono stati completamente sommersi dall'acqua. L'Elsa è stato fin dalla notte allo stesso livello degli argini a Certaldo dove, in località Fiano, c'è stata una una frana.
A Pisa l'Arno per ora scorre velocemente verso la foce, senza particolari criticità e si sta valutando la possibilità di allentare le misure difensive nelle prossime ore. Intorno all'ospedale Santa Chiara, come previsto dai protocolli della Protezione civile erano state adottate tutte le misure previste compreso l'allestimento di un punto nascita al Dea dell'ospedale di Cisanello, mentre è stata bloccata tutta l'attività ambulatoriale e chirurgica. "Se le condizioni climatiche fossero state peggiori, avremmo potuto avere dei problemi – ha detto il prefetto Tagliente -, il mare ha ricevuto bene quello che usciva dall'Arno. Ha funzionato molto bene lo scolmatore." C'è stato quindi un mix, ha concluso Tagliente, di "lavoro umano e provvidenza".
Situazione non preoccupante a Firenze intorno alle 12. Il sindaco di Renzi intorno alle 12 di stamani ha tranquillizzato i fiorentini connessi in rete scrivendo su facebbok: "'Aggiornamento sul maltempo: Ponte Vecchio, l'Arno è a 51 cm oltre il primo livello di guardia, quindi non preoccupa. Il reticolo minore (Ema, Terzolle, Mugnone) è in calo. In città per il momento tutto sotto controllo''. E invitando i cittadini a segnalare al numero 055 055 (call center de Comune) eventuali problemi e disagi.
E' stato riaperto questa mattina il ponte sulla Sieve, in località Sagginale, nel comune di Borgo San Lorenzo nel Mugello (FI). Il ponte era stato chiuso al traffico ieri sera a causa dell'innalzamento del livello del fiume Sieve. La situazione e' stata monitorata per l'intera notte dalla Protezione civile. Sotto controllo anche il fiume Stura a Barberino. L'area feste del comune di San Piero è stata allagata, non per la fuoriuscita di corsi d'acqua, ma a causa di alcuni tombini. Smottamenti vengono segnalati in tutto il territorio mugellano.
A Gambassi Terme è esondato il rio Cassano. Allagamenti anche a Fucecchio. Riaperte la sp 125 (Lungagnana-Montespertoli) e la sr 429 a Petrazzi, precedentemente chiuse per allagamenti. Problemi alla viabilità a Malmantile per uno smottamento.
Le previsioni del Lamma. Bernardo Gozzini, amministratore unico del Lamma, ricordando che l'allerta maltempo diramata dalla protezione civile regionale è valida fino alla mezzanotte di oggi, spiega che sono attese precipitazioni ancora questo pomeriggio un po' in tutta la Toscana, specie nelle zone interne, e nei prossimi giorni anche se i fenomeni dovrebbero essere meno intensi. Il maltempo dovrebbe concedere una pausa la mattina di domani e quella di domenica: proprio nella notte tra sabato e domenica dovrebbero calare le temperature, trasformando cosi' la pioggia in neve intorno ai mille metri e alleviando la portata dei fiumi. ''Nei prossimi giorni il tempo avrà fasi altalenanti – spiega ancora Gozzini -, l'aspettativa è di precipitazioni non di grande intensità, sparse e intermittenti, con momenti di pausa, ma il problema sono i terreni saturi''. Gozzini pone l'accento anche sulle temperature più alte della media, con la quota neve fissata in questi giorni a 1.700 metri, il che comporta che la pioggia ''non venga trattenuta'' in quota. ''Questo è stato il gennaio più caldo degli ultimi 100 anni'' osserva Gozzini rilevando che dall'autunno 2012 e nel corso del 2013, in Toscana la quantità di pioggia caduta è stata ''molto consistente''.
A Pisa ruolo chiave svolto dai volontari. ''Esprimo forte preoccupazione per quanto sta accadendo in questi istanti a Pisa. In questi momenti e' fondamentale lo spirito di collaborazione fra la Protezione civile e le autorità competenti'' ha dichiarato Federico Gelli, presidente del Cesvot – Centro Servizi Volontariato Toscana. ''Nella gestione di un'emergenza di questa entita' un ruolo chiave viene svolto dai tanti operatori impegnati nelle associazioni di volontariato che, con competenza e alta professionalità, rappresentano il 50% delle forze messe in campo. A questo proposito – ha aggiunto Gelli – voglio ricordare che, rispetto al passato, le ondate di piena possono essere previste e monitorate sia nella tempistica che nella portata grazie all'azione di controllo svolta dal Centro Funzionale Regionale della Protezione Civile, uno dei primi istituiti in Italia, che misura in tempo reale il rischio idrogeologico del territorio e che ha sede proprio a Pisa. Questo consente la risposta della Protezione civile in tempi rapidi garantendo cosi' maggiore sicurezza per i cittadini'', ha concluso Gelli.
Molto critica la situazione anche nel Lazio a causa della piena del Tevere il cui livello è cresciuto di 3 metri in 24 ore, raggiungendo gli 11 metri alla stazione di Ripetta, mentre nelle campagne si registrano allagamenti con l'Aniene esondato in Ciociaria dove e' in corso la valutazione dei danni alle colture. E' quanto emerge da un monitoraggio dalla Coldiretti sugli effetti della violenta ondata di maltempo che ha colpito il centro Italia. Se il livello del Tevere è sotto controllo, a preoccupare, sottolinea
la Coldiretti, è anche la situazione in Toscana dove è sotto osservazione l'Arno. La Coldiretti ricorda che si è di fronte ai
drammatici effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestando con il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti
stagionali e precipitazioni brevi ma intense o con vere e proprie bombe d'acqua che hanno pesanti effetti sulla stabilità
idrogeologica del terreno.